Il 93° Reggimento di Artiglieria da Montagna prova la munizione telecomandata Veloce 330

Nell'aria rarefatta delle alte vette alpine

Dove l'ossigeno scarseggia e il freddo penetra nelle ossa, il 93° Reggimento di Artiglieria da Montagna ha portato la munizione teleoperata Veloce 330 ai suoi estremi. L'obiettivo? Verificare se quest'arma veloce, spinta da propulsione a getto, può davvero operare negli ambienti più ostili che le truppe potrebbero mai affrontare.

Si tratta di test cruciali che stanno plasmando il futuro dell'artiglieria francese in scenari montani e ad alta quota.

La nuova famiglia di munizioni telecomandate francesi

La Veloce 330 fa parte di una crescente famiglia di "munizioni telecomandate" transalpine. Questi sistemi si collocano in una zona intermedia tra un drone classico e un missile guidato, controllati a distanza durante l'intera traiettoria.

Sviluppato da EOS Technologie nell'ambito della gamma Sentinel, il sistema è stato svelato nell'aprile 2024. Rientra nel programma Larinae, guidato dall'Agenzia per l'Innovazione della Difesa francese.

A differenza delle granate d'artiglieria tradizionali che seguono una traiettoria balistica fissa, la Veloce 330 può volare in modalità crociera, rimanere in attesa e essere ridirezionata in volo. Utilizza un piccolo motore a getto per raggiungere velocità oltre i 400 km/h, con una portata dichiarata di 100 km e un'autonomia di circa cinque ore.

Le ali fisse generano portanza, mentre un kit di decollo e atterraggio verticale (VTOL) le consente di operare da spazi ristretti o improvvisati: pendii montani, tetti urbani, qualsiasi superficie sufficientemente ampia.

Tecnologia avanzata contro le minacce moderne

La munizione trasporta una testata a carica a formazione di nucleo fornita da KNDS France, ottimizzata per perforare corazze o strutture rinforzate. La navigazione non dipende dal GPS, ma ricorre invece a un sistema dell'azienda francese TRAAK progettato per resistere a interferenze (jamming) e falsificazioni (spoofing).

Una preoccupazione sempre più rilevante nei conflitti contemporanei, dove i segnali satellitari vengono regolarmente disturbati.

Riutilizzabile, non solo per attacchi

Uno degli aspetti più insoliti della Veloce 330 è la sua riutilizzabilità quando non viene impiegata in modalità kamikaze. Invece di detonare automaticamente all'impatto, può ritornare ed essere recuperata dopo la missione.

Questo la rende utile sia come strumento di ricognizione che come arma letale. Equipaggiata con un sensore optoelettronico a "sfera", può rilevare un veicolo a 15 km di giorno e 3 km di notte. L'industria francese commercializza questa variante con la denominazione MV-100.

Le possibilità operative includono:

  • Missioni d'attacco con testata a formazione di nucleo
  • Voli ISR (intelligence, sorveglianza e ricognizione)
  • Designazione di bersagli per altri mezzi d'artiglieria o aerei
  • Addestramento e sperimentazione di nuove tattiche

Dai test congiunti alle prove in montagna

A metà 2024, EOS Technologies ha annunciato che 17 munizioni Veloce 330 sarebbero state fornite alla Marina, all'Esercito e all'Aeronautica e Spazio francesi per valutazioni operative indipendenti. Questi test dovrebbero concludersi entro fine 2025 e culminare in dimostrazioni reali con cariche esplosive.

L'Esercito francese è stato il più trasparente riguardo alla propria campagna di prove. A novembre, durante l'Esercitazione Toll 25, la 19ª Brigata d'Artiglieria ha sperimentato la Veloce 330 insieme ai droni tattici Tekever AR5 e quadricotteri FPV usati in compiti anti-drone.

L'obiettivo era comprendere come questi diversi sistemi potessero integrarsi nelle reti digitali di battaglia dell'Esercito, in particolare nei sistemi informativi ATLAS e MARTHA utilizzati dalle unità d'artiglieria.

Un cambio di prospettiva operativa

L'Esercitazione Toll 25 ha segnato un punto di svolta: le munizioni telecomandate non sono più una curiosità tecnologica, ma una capacità che l'Esercito francese intende integrare nel proprio arsenale quotidiano.

Durante quell'esercitazione, il 1° Reggimento d'Artiglieria ha operato la Veloce 330 in condizioni relativamente convenzionali. Due mesi dopo, è stato il turno del 93° Reggimento di Artiglieria da Montagna di portare il sistema su terreni decisamente più impegnativi.

Il 93° Reggimento di Artiglieria da Montagna raggiunge le vette

Il 93e Régiment d'Artillerie de Montagne, con base nelle Alpi, è specializzato nel supporto alle truppe in operazioni montane. Un ambiente esigente dove freddo, altitudine e terreno accidentato mettono a dura prova sia i soldati che l'equipaggiamento.

EOS Technologie ha rivelato tramite LinkedIn che l'unità ha trascorso due giorni, all'inizio di febbraio, testando la famiglia Sentinel in condizioni di alta quota.

Questi test non hanno coinvolto solo la Veloce 330. Il Reggimento ha valutato anche la Rodeur 330, un altro membro della gamma Sentinel. Pur condividendo una cellula simile, la Rodeur 330 utilizza un motore a pistoni e offre una portata molto superiore – fino a 500 km – rendendola più adatta ad attacchi in profondità o missioni prolungate di sorveglianza.

Volare nell'aria rarefatta

Per il test in montagna, la stazione di controllo a terra è stata posizionata a un'altitudine di circa 2.250 metri. Da lì, la Veloce 330 ha eseguito una serie di voli, raggiungendo prima i 3.600 metri e poi i 5.000 metri.

EOS afferma che la munizione ha richiesto solo circa il 13% della potenza del motore in crociera a quelle altitudini. Questo margine suggerisce che la cellula e il sistema di propulsione potrebbero supportare missioni oltre i 6.000 metri, un'altitudine dove i droni con eliche spesso faticano a causa dell'aria rarefatta e dei venti più forti.

Durante i test alpini, la Veloce 330 ha volato fino a 5.000 metri utilizzando pochissima potenza del motore, suggerendo margine per missioni ad altitudini ancora maggiori.

Resistere al freddo estremo

Oltre all'altitudine, il 93° Reggimento si è concentrato sul freddo. Elettronica, batterie, sistemi di carburante e strutture in composito possono soffrire a temperature sotto zero.

Secondo EOS, le munizioni Sentinel si sono comportate bene durante la campagna di due giorni, che le ha esposte anche a raffiche fino a 70 km/h e condizioni di formazione di ghiaccio. Per unità d'artiglieria che potrebbero dover operare negli inverni dell'Europa orientale o in ambienti artici, questi dettagli sono importanti quanto la portata o il tipo di testata.

Coinvolgimento dell'aeronautica e test di rilevamento congiunti

La valutazione della Veloce 330 non si limita alle forze terrestri. A dicembre, l'Aeronautica e Spazio francese ha partecipato a test destinati a valutare la capacità dei suoi caccia Rafale di rilevare e tracciare le munizioni Sentinel in volo.

Collaborando con la direzione dei test in volo dell'agenzia francese di acquisizione della difesa, un Rafale ha condotto test di rilevamento e acquisizione contro questi bersagli piccoli e veloci. L'obiettivo è duplice: garantire che aeromobili amici possano identificare ed evitare munizioni amiche, e studiare come minacce simili potrebbero apparire sui sensori in un conflitto reale.

I test del Rafale contro le munizioni Sentinel mostrano che i pianificatori francesi vedono già questa tecnologia sia come strumento sia come potenziale minaccia contro cui difendersi.

La Marina francese fa anch'essa parte della campagna di valutazione, sebbene non abbia ancora divulgato dettagli pubblicamente. L'interesse navale dovrebbe concentrarsi sulla difesa costiera, la protezione delle navi e la capacità di lanciare munizioni da ponti ristretti o isole remote.

Perché le munizioni telecomandate contano adesso

I conflitti in Ucraina e Medio Oriente hanno evidenziato come droni economici e agili e munizioni vaganti possano avere un impatto sproporzionato rispetto al loro costo. Offrono grande portata a prezzo relativamente basso e possono essere usate in sciami o combinate con artiglieria tradizionale.

Per la Francia, la Veloce 330 e la Rodeur 330 forniscono una risposta nazionale a questa tendenza, mantenendo tecnologie sensibili – come navigazione senza GPS e testate avanzate – sotto controllo nazionale.

Termini chiave e scenari pratici

L'espressione "munizione teleoperata" può sembrare astratta, ma sul campo descrive semplicemente un'arma guidata che rimane sotto controllo durante l'intero volo. Gli operatori possono regolare la traiettoria in tempo reale, annullare un attacco o ridirigere verso un bersaglio di maggior valore che emerge improvvisamente.

Considerate uno scenario di combattimento montano: una pattuglia francese rileva segnali di movimento nemico in una valle remota. Invece di richiedere un pesante attacco aereo, l'unità potrebbe chiedere il lancio di una Veloce 330 da un distaccamento d'artiglieria a decine di chilometri.

La munizione potrebbe salire sopra le creste, usare i sensori per confermare il bersaglio, orbitare mentre l'escalation superiore valida le regole d'ingaggio, e poi eseguire un attacco preciso che limita i danni collaterali.

La riutilizzabilità aggiunge un'altra dimensione. In un'operazione di minore intensità, la stessa munizione potrebbe volare un'orbita di sorveglianza, registrare movimenti lungo una strada di frontiera e tornare intatta alla base. Le squadre di manutenzione la ispezionerebbero, sostituirebbero la testata se necessario e la preparerebbero per la missione successiva, distribuendo il costo su più sortite.

Rischi, vantaggi e prossimi passi

Questi sistemi portano anche rischi. Comprimono i tempi decisionali, diffondono capacità letali a unità più piccole e aumentano il numero di oggetti che occupano cieli già congestionati. Incidenti di fuoco amico ed errori di identificazione diventano più probabili quando molteplici droni e munizioni condividono lo stesso spazio aereo.

D'altra parte, le munizioni controllate offrono un modo per ridurre danni collaterali e colpire bersagli induriti senza rischiare aeromobili con equipaggio. In regioni remote o montuose, dove l'artiglieria tradizionale potrebbe non avere portata o linea di vista, danno ai comandanti più opzioni invece di semplicemente non ingaggiare.

I test francesi con il 93° Reggimento di Artiglieria da Montagna suggeriscono che la Veloce 330 si sta avvicinando all'uso operativo. Nei prossimi due anni, la questione centrale sarà meno se il sistema funziona e più quanto rapidamente dottrina, addestramento e regole d'ingaggio possano adattarsi per sfruttare appieno ciò che questa nuova classe di munizione può offrire.

Le montagne alpine hanno fornito un banco di prova severo. La Veloce 330 ha superato la sfida dell'altitudine e del freddo. Ora spetta all'organizzazione militare trasformare questa capacità tecnica in vantaggio tattico sul campo di battaglia.

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  • Imprenditrice ed esperta di benessere digitale e uso consapevole della tecnologia. Condivide consigli pratici su digital detox, gestione dell’attenzione e mantenimento dell’equilibrio tra vita online e offline.

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