La Marina indonesiana vuole ricevere l’ex portaerei italiana entro il 5 ottobre

Una scadenza simbolica legata alla festa delle Forze Armate

La Marina militare dell'Indonesia sta facendo pressione per ottenere l'ex portaerei italiana Giuseppe Garibaldi in tempo per una grande celebrazione nazionale. Questo nonostante le trattative siano ancora in corso e non sia stato annunciato alcun contratto ufficiale.

L'Ammiraglio Muhammad Ali, Capo di Stato Maggiore della Marina indonesiana, ha dichiarato che il suo ramo vuole avere la portaerei italiana dismessa nelle acque indonesiane prima del 5 ottobre. Questa data segna l'81° anniversario delle Forze Armate Nazionali dell'Indonesia (TNI).

La Marina intende mostrare la "prima capacità portaerei dell'Indonesia" durante la cerimonia militare più seguita dell'anno nel paese. L'anniversario della TNI include regolarmente una grande parata militare, dimostrazioni aeree e una revisione navale di massa.

È consuetudine che nuove attrezzature vengano presentate davanti alle telecamere e ai dignitari invitati. Questo trasforma l'evento in un palcoscenico per segnalare ambizioni militari, sia a livello interno che esterno.

Le trattative con l'Italia proseguono

Nonostante la scadenza chiara, l'Ammiraglio Ali non ha confermato pubblicamente che l'Indonesia abbia effettivamente acquistato la nave. Ha sottolineato che le conversazioni continuano tra il Ministero della Difesa, il costruttore navale italiano Fincantieri e la Marina Militare Italiana.

Le discussioni coprono non solo il trasferimento dello scafo, ma anche le condizioni di consegna, il supporto successivo e possibili modernizzazioni. Questi adeguamenti servirebbero ad adattare la nave ai requisiti indonesiani.

Fino a quando un contratto non sarà firmato, l'accordo rimane politicamente sensibile sia a Roma che a Giacarta. Le restrizioni di bilancio e il controllo interno sulla spesa per la difesa rendono la situazione delicata.

La pressione per un arrivo a ottobre suggerisce urgenza politica, anche quando il quadro legale e finanziario dell'accordo continua a essere definito.

Cosa guadagnerebbe l'Indonesia con il Giuseppe Garibaldi

Il Giuseppe Garibaldi (C 551) ha servito per decenni come nave ammiraglia della Marina Militare Italiana. Progettato come portaerei di piccole dimensioni, può operare aerei ad ala fissa ed elicotteri.

Offre un ponte di volo sostanziale, spazio hangar e strutture di comando. Per l'Indonesia, un vasto arcipelago che si estende su rotte marittime chiave, la nave offre diversi vantaggi potenziali.

  • Una piattaforma aerea mobile capace di supportare elicotteri e, dopo modifiche, possibilmente velivoli senza pilota.
  • Una nave ammiraglia di grande visibilità per esercitazioni congiunte e missioni umanitarie.
  • Esperienza nella gestione di operazioni aeree in stile portaerei e cicli di manutenzione complessi.
  • Maggiore presenza in aree marittime contese o remote, come il Mare di Natuna.

Anche se inizialmente la nave venisse utilizzata più come porta-elicotteri e nave di comando che come portaerei d'attacco completa, la sua semplice presenza rappresenterebbe un salto nelle ambizioni marittime indonesiane.

Ostacoli operativi per una marina alle prime armi con le portaerei

L'Indonesia non ha mai operato una portaerei. Questa realtà contrasta con il calendario compresso implicito nell'obiettivo di ottobre.

Senza anni di preparazione, l'Indonesia affronterebbe lacune in competenze specifiche per le portaerei. Queste vanno dalla gestione del ponte di volo e la movimentazione degli aeromobili fino a procedure complesse di controllo dei danni.

È probabile che marinai e ufficiali italiani esperti svolgano un ruolo importante durante il periodo di transizione. Un trasferimento rapido significherebbe quasi certamente che l'ex nave italiana arriverebbe nelle acque indonesiane con un equipaggio italiano considerevole ancora a bordo.

La formazione del personale indonesiano per operare la nave in sicurezza richiederà tempo. Costruire una vera "cultura da portaerei" – le routine, i riflessi e la mentalità di sicurezza richiesti su una piattaforma così densa e pericolosa – richiede di solito ancora più tempo.

Ammodernamenti e modifiche passeranno all'Indonesia

Una complicazione aggiuntiva è lo stato del Giuseppe Garibaldi stesso. La nave non è più nuova e, normalmente, un pacchetto di ammodernamento significativo verrebbe realizzato prima del trasferimento.

Il calendario serrato rende questo scenario poco probabile. Le dichiarazioni dell'Ammiraglio Ali suggeriscono che la priorità è portare la nave in Indonesia prima e solo successivamente procedere con modifiche strutturali.

Gli aggiornamenti elettronici o le adattamenti per l'aviazione verrebbero effettuati nei cantieri locali. Durante l'esposizione Indo Defence 2025, l'azienda privata indonesiana Republikorp ha manifestato pubblicamente interesse ad assumere lavori di modifica sulla nave.

Ciò potrebbe comprendere nuovi sistemi radar e comunicazioni, fino alla riconfigurazione degli spazi hangar o al supporto per droni. Fino ad ora, il Ministero della Difesa non ha divulgato una tabella di marcia dettagliata degli ammodernamenti né una stima dei costi.

Senza questi numeri, è difficile per gli analisti esterni valutare se l'acquisto offrirà un buon valore a lungo termine o se diventerà un peso di manutenzione.

Crescente speculazione e visite recenti ad alto livello

Le voci sull'interesse dell'Indonesia per il Giuseppe Garibaldi circolano da circa due anni. Il dibattito si è intensificato dopo che l'Ammiraglio Ali ha visitato la nave in Italia nel maggio 2024.

Era accompagnato dall'allora Vice Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Italiana, Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto. Fotografie di quella visita, divulgate da canali navali indonesiani, mostravano ufficiali superiori che visitavano il ponte di volo e gli spazi hangar.

Queste immagini sono state ampiamente interpretate come segnale che la leadership di Giacarta fosse propensa a un accordo. Da allora, analisti e commentatori locali di difesa hanno dibattuto se una nave così grande e invecchiata si adatti alle reali esigenze marittime dell'Indonesia.

I budget limitati e molte priorità concorrenti alimentano questo dibattito.

Come una portaerei cambia il profilo regionale dell'Indonesia

Anche in una configurazione limitata, una nave tipo portaerei può alterare il modo in cui i vicini percepiscono l'Indonesia. Le marine regionali in Asia includono già diverse flotte importanti.

La Cina opera multiple portaerei, l'India mantiene gruppi di portaerei e il Giappone dispone di grandi cacciatorpediniere porta-elicotteri che funzionano come piccole portaerei. Una portaerei indonesiana non eguaglierebbe queste capacità, ma collocherebbe la Marina della TNI in una categoria diversa.

Potenzialmente darebbe a Giacarta più peso durante esercitazioni congiunte o crisi regionali. Questa visibilità ha due facce. Alcuni Stati del Sudest asiatico potrebbero accogliere un ruolo rafforzato dell'Indonesia nella sicurezza delle rotte di navigazione trafficate e nella risposta ai disastri.

Altri potrebbero vedere la mossa come parte di un aumento più ampio degli armamenti nella regione.

Termini chiave e cosa significano per l'Indonesia

Alcuni concetti sono al centro del dibattito sul Garibaldi e aiutano a chiarire in cosa l'Indonesia sta realmente investendo.

  • Proiezione di potenza: capacità di spostare forza militare lontano dalle basi nazionali. Una portaerei permette ad aerei ed elicotteri di operare senza dipendere da aeroporti stranieri, offrendo maggiore flessibilità politica e operativa.
  • Marina d'altura: una flotta capace di operazioni sostenute in mare aperto. Possedere e sostenere una portaerei è un indicatore che un paese intende avanzare in questa direzione.
  • Costo del ciclo di vita: costo totale di una nave durante la sua vita utile, inclusi carburante, riparazioni, ammodernamenti e formazione degli equipaggi. Prezzi di acquisto bassi di portaerei di seconda mano possono essere annullati da alti costi di manutenzione successivi.

Se l'Indonesia procederà, il Garibaldi sarà un test nel mondo reale su quanto lontano il paese è disposto ad andare nel percorso verso una postura d'altura. Non solo attraverso acquisti occasionali, ma con investimento continuo in logistica, formazione e dottrina.

Scenari possibili dopo l'arrivo della portaerei

Diversi risultati vengono discussi nei circoli di difesa di Giacarta. Uno scenario prevede che la nave funzioni inizialmente come nave ammiraglia cerimoniale e nave da addestramento, fortemente supportata da consulenti italiani.

Avrebbe solo compiti operativi limitati. Un altro scenario immagina una transizione più rapida verso una funzione anfibia e di elicotteri: imbarcare marines, elicotteri navali e possibilmente droni imbarcati per sorveglianza marittima.

Questo avverrebbe intorno a punti di strozzatura critici. In situazioni di crisi, la nave potrebbe servire come centro di comando galleggiante, ospedale e hub aereo per assistenza umanitaria.

Ogni percorso comporta rischi diversi. Un approccio lento e centrato sulla formazione può essere criticato come troppo costoso per poca capacità nel breve termine. Un approccio più ambizioso e ad alto ritmo può sovraccaricare i sistemi logistici e di manutenzione dell'Indonesia.

Qualunque sia il percorso scelto dai responsabili, la scadenza del 5 ottobre ha già inquadrato il dibattito. Trasforma un'acquisizione complessa e tecnica in una pietra miliare politica visibile.

Sarà valutata non solo da esperti di difesa, ma anche da cittadini indonesiani che assisteranno alla parata dell'anniversario lungo il lungomare di Giacarta.

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  • Imprenditrice ed esperta di benessere digitale e uso consapevole della tecnologia. Condivide consigli pratici su digital detox, gestione dell’attenzione e mantenimento dell’equilibrio tra vita online e offline.

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