La Francia deve colmare il vuoto nella capacità di fuoco a lungo raggio
Le forze terrestri francesi necessitano urgentemente di un sistema moderno di razzi a lungo raggio entro il 2030, ma la loro soluzione avveniristica subisce ritardi significativi. Un recente studio indica ora una direzione molto precisa per Parigi: il K239 Chunmoo della Corea del Sud, un sistema che sta rapidamente conquistando terreno in tutta Europa.
Attualmente, la capacità francese di colpire a lunga distanza si affida a una piccola flotta di lanciatori invecchiati denominati LRU, una modernizzazione locale del sistema M270 di produzione statunitense. Questi vengono gestiti dal 1° Reggimento di Artiglieria e mantenuti operativi solo grazie a manutenzione intensiva e soluzioni improvvisate.
Questi veicoli conferiscono alla Francia la possibilità di raggiungere bersagli situati a circa 70-80 km di distanza. In uno scenario di conflitto ad alta intensità, tale portata risulta ormai inadeguata. L'esperienza ucraina ha dimostrato che gli eserciti moderni richiedono che i razzi terrestri possano colpire centri di comando, depositi di munizioni e difese antiaeree situati tra 100 e 300 km dietro le linee nemiche.
L'esercito francese ambisce a rendere operativa una divisione pesante entro il 2027, ma i suoi sistemi di razzi a lungo raggio potrebbero non sopravvivere al decennio.
Parigi si trova davanti a due strade principali: acquisire all'estero un sistema MLRS (Multiple Launch Rocket System) già pronto all'uso, oppure investire completamente in una soluzione sovrana e nazionale. Ufficialmente, Parigi sostiene la seconda opzione. Il problema riguarda i tempi di realizzazione.
Un programma nazionale che arriva troppo tardi
La Direction générale de l'armement (DGA), l'agenzia francese per gli approvvigionamenti della difesa, ha avviato nel 2023 il programma FLP-T (Frappe Longue Portée – Terrestre, ovvero Attacco Terrestre a Lungo Raggio). L'obiettivo consiste nel creare una capacità sovrana di attacco a lungo raggio insieme a partner industriali europei.
Due potenti consorzi stanno competendo per aggiudicarsi il contratto:
- ArianeGroup in collaborazione con Thales
- MBDA in partnership con Safran
Il progetto mira a fornire razzi guidati avanzati o missili in grado di competere con i sistemi americani o israeliani. Tuttavia, anche le tempistiche più ottimistiche indicano il 2030 come data per l'entrata in servizio operativo. Per un esercito francese che pianifica con un orizzonte temporale del 2027, questo lascia un vuoto preoccupante.
"Foudre": un lanciatore francese veloce ma senza munizioni
Un terzo attore ha tentato di inserirsi nella competizione. Nel 2025, la PMI francese Turgis & Gaillard ha svelato il "Foudre", un lanciatore multiplo di razzi rapidamente schierabile, progettato per essere montato su telaio di autocarro.
Il Foudre utilizza l'European Fire Control System (EFCS) sviluppato da Airbus Defence & Space, e la DGA ha manifestato interesse. L'ostacolo è semplice: non esistono ancora munizioni francesi o europee adeguate e pronte per utilizzarlo.
La Francia potrebbe schierare un lanciatore sul campo prima di disporre dei razzi necessari per accompagnarlo.
Questa realtà sta spingendo i pianificatori della difesa a considerare una soluzione intermedia "già pronta all'uso" per coprire il prossimo decennio.
Perché il Pinaka indiano resta indietro
Per diversi mesi sono circolate notizie secondo cui Parigi stesse valutando il sistema di razzi Pinaka dell'India come potenziale soluzione rapida. Un alto funzionario francese degli approvvigionamenti ha persino dichiarato ai senatori che il Pinaka era in fase di seria valutazione e potrebbe essere collegato ad accordi più ampi sui caccia Rafale con Nuova Delhi.
A prima vista, il Pinaka appare attraente. Costa molto meno dei sistemi americani e potrebbe essere disponibile rapidamente, potenzialmente attingendo alle scorte dell'esercito indiano. Inoltre, rafforzerebbe la crescente relazione di difesa franco-indiana.
Tuttavia, uno studio dettagliato dell'Istituto Francese di Relazioni Internazionali (IFRI), redatto dall'analista di difesa Léo Péria-Peigné, sconsiglia fortemente questa scelta.
| Sistema | Costo indicativo | Portata (attuale / pianificata) | Principale preoccupazione per la Francia |
|---|---|---|---|
| Pinaka (India) | ~€0,5–1 M per lanciatore | Fino a 75 km / 120–300 km in sviluppo | Prestazioni, compatibilità NATO, qualità munizioni |
| M142 HIMARS (USA) | ~€23 M incluse munizioni | Fino a 300 km con ATACMS/PrSM | Prezzo, lunghi tempi di consegna |
| PULS (Israele) | Variabile | Fino a 300 km con determinati missili | Tensioni politiche, preoccupazioni cyber/sovranità |
| K239 Chunmoo (Corea del Sud) | Intermedio | 70–290 km secondo le munizioni | Peso del veicolo, integrazione su telaio francese |
L'IFRI evidenzia diversi problemi strutturali del Pinaka:
- Un design di seconda generazione basato su concetti sovietici più datati di fuoco di saturazione
- Prestazioni significativamente inferiori rispetto ai sistemi moderni di terza generazione
- Qualità delle munizioni e incidenti di sicurezza che sollevano dubbi sull'affidabilità
- Mancanza di conformità con gli standard NATO per calibri e componenti pirotecnici
- Uso di elettronica di grado civile, vulnerabile alla guerra elettronica
Le munizioni a lungo raggio non esistono ancora nella pratica. Un razzo da 75 km è tecnicamente qualificato, ma non è stato ordinato in quantità significative. Una munizione da 120 km potrebbe apparire solo intorno al 2030. Un progetto da 300 km esiste sulla carta, ma i tempi restano vaghi. Nel frattempo, la stessa India ha adottato il PULS israeliano per coprire la fascia dei 300 km.
Lo studio solleva inoltre una questione politica: per un paese che pubblicamente esorta altri europei a "comprare europeo", optare per un sistema non-NATO, non-europeo e dalle prestazioni mediocri sembrerebbe incoerente a Bruxelles e Berlino.
Perché HIMARS e PULS non sono ideali per la Francia
Il dilemma HIMARS
L'M142 HIMARS di fabbricazione americana è diventato una celebrità del campo di battaglia in Ucraina e un favorito tra gli alleati NATO. I suoi missili di precisione possono raggiungere obiettivi fino a 300 km e il sistema è comprovato in combattimento.
Tuttavia, è improbabile che la Francia segua questa strada. L'HIMARS è costoso e le linee industriali statunitensi sono sature di ordini americani e alleati. Il rapporto dell'IFRI cita tempi di consegna di almeno quattro anni e un costo per sistema di circa €23 milioni, incluse le munizioni. Per una soluzione intermedia necessaria prima del 2030, questa tempistica risulta stretta.
Il peso politico del PULS
Il lanciatore PULS israeliano, acquisito da Paesi Bassi, Danimarca, Germania e Grecia, vanta solide credenziali tecniche e offre razzi e missili flessibili fino a 300 km. Dal punto di vista strettamente capacitario, avrebbe senso.
Tuttavia, lo studio nota che il PULS rimane relativamente marginale in Europa e affronta forte concorrenza dai sistemi americani. Inoltre, tensioni politiche più ampie tra diversi Stati europei e Israele complicano la cooperazione a lungo termine.
Esistono anche preoccupazioni sulla "rigidità digitale" della piattaforma e sul rischio di accesso remoto o dipendenze dai dati.
Queste questioni toccano direttamente la sovranità e la cybersicurezza: chi controlla il software, chi può accedere ai registri, chi può inviare aggiornamenti e a quali condizioni.
Chunmoo: l'opzione sudcoreana sale in cima
Questo lascia il K239 Chunmoo della Corea del Sud, sempre più visto come l'"altro" sistema europeo di razzi a lungo raggio, insieme all'HIMARS. La Polonia lo ha ordinato in grande quantità, e altri eserciti europei lo seguono con attenzione.
Secondo l'IFRI, il Chunmoo soddisfa la maggior parte dei requisiti francesi:
- Vasta famiglia di munizioni con diverse portate e testate
- Roadmap chiara per futuri missili di maggiore portata e precisione
- Apertura all'integrazione di munizioni sviluppate localmente
- Impronta europea crescente, inclusa produzione di munizioni pianificata in Polonia prima del 2030
- Tempi di consegna potenzialmente brevi, soprattutto se la Francia attinge a scorte coreane o aggrega ordini con la Polonia
Il lanciatore può sparare diversi "pod" di razzi, comprese munizioni guidate con portate vicine ai 200-300 km, posizionandosi sullo stesso livello prestazionale dei sistemi tipo HIMARS.
Per gli artiglieri francesi esiste anche un fattore di comfort: l'interfaccia e la logica operativa del Chunmoo sono simili a quelle dell'M270/LRU già in uso. Questo riduce i tempi di addestramento e rende la transizione più fluida.
Risolvere il problema del peso
Esiste un ostacolo tecnico: il veicolo Chunmoo completo, nella configurazione coreana, supera i limiti di peso autorizzati dalla Francia per i camion militari.
L'IFRI sostiene che questo sia risolvibile montando il modulo ("cestello") del lanciatore su un telaio più leggero, prodotto localmente. La Polonia ha già scelto questa via, combinando il modulo coreano con un camion nazionale. La Francia potrebbe fare lo stesso con una piattaforma francese o europea, mantenendo sotto controllo la logistica e le norme di circolazione.
Il Chunmoo viene visto non come una soluzione intermedia senza sbocchi, ma come un ponte verso un ecosistema sovrano franco-europeo di attacco.
Da soluzione di transizione a ecosistema di lungo termine
Il rapporto suggerisce che, se la Francia acquista il Chunmoo come soluzione intermedia, può riutilizzare successivamente i lanciatori con razzi e missili di fabbricazione francese sviluppati nell'ambito del FLP-T o dall'industria nazionale.
Questo trasformerebbe un sistema importato in un sistema semi-sovrano: lanciatore dalla Corea del Sud, munizioni da Francia, Svezia o Polonia. Lo studio menziona esplicitamente la compatibilità futura con concetti come la GLSDB svedese (Ground-Launched Small Diameter Bomb) e sviluppi polacchi.
In prospettiva, munizioni progettate in Francia e certificate sul Chunmoo potrebbero essere commercializzate presso altri utilizzatori del K239, dall'Europa al Medio Oriente. Questo aprirebbe un canale di esportazione per l'industria francese e farebbe della scelta intermedia parte di una strategia industriale più ampia, non un acquisto isolato.
Cosa significa "attacco a lungo raggio" sul terreno
Per i non specialisti, il dibattito può sembrare una guerra di cataloghi. Nella pratica, questi sistemi plasmano i campi di battaglia.
I razzi a lungo raggio si collocano tra l'artiglieria classica e la potenza aerea. Colpiscono obiettivi troppo profondi per gli obici standard, ma non ancora nel dominio dei bombardieri strategici. In uno scenario sul fianco orientale della NATO, batterie francesi di Chunmoo potrebbero, ad esempio:
- Colpire un quartier generale di brigata nemico a 150 km, perturbando il comando
- Distruggere depositi di munizioni che alimentano unità in prima linea
- Sopprimere radar di difesa antiaerea per aprire una finestra alle aeronavi francesi o alleate
- Attaccare ponti e nodi logistici per ritardare i rinforzi
Ogni lancio è costoso, quindi non sono strumenti di bombardamento continuo. Vengono utilizzati contro bersagli precisi e di alto valore, quando l'effetto giustifica la spesa e il rischio politico.
Rischi, compromessi e il tempo che scorre
Qualsiasi sistema straniero presenta svantaggi. Acquistare il Chunmoo creerebbe dipendenze dal supporto sudcoreano e da ricambi. La Francia avrebbe bisogno di contratti solidi sulla sovranità dei dati, l'accesso al software e il diritto di integrare le proprie munizioni.
C'è anche un compromesso di bilancio. Il denaro speso in una soluzione intermedia compete con gli investimenti nel programma pienamente sovrano FLP-T. I pianificatori francesi dovranno bilanciare esigenze operative immediate con la strategia industriale di lungo periodo.
Tuttavia, lo studio dell'IFRI evidenzia un rischio chiaro se Parigi attende troppo: un "vuoto di capacità" in cui le forze terrestri francesi rimangono senza opzioni credibili di attacco a lungo raggio mentre l'ambiente di sicurezza europeo resta teso. In questa prospettiva, il Chunmoo appare meno come un lusso e più come una polizza assicurativa che, successivamente, può essere integrata in un'architettura europea più ampia di missili e razzi.












