Un debutto che segna una svolta nella potenza navale cinese
La cerimonia sembrava solo un altro evento navale accuratamente orchestrato, eppure dietro le bandiere e i discorsi si celava un messaggio inequivocabile: la marina cinese sta entrando in una nuova dimensione della guerra aeronavale con portaerei, avvicinandosi notevolmente alle capacità che gli Stati Uniti dominano da decenni.
Il 5 novembre, la Cina ha ufficialmente commissionato la sua terza portaerei, la Fujian, nella Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLAN), durante una cerimonia presso la base navale di Sanya, sull'isola di Hainan. Il Presidente Xi Jinping era presente all'evento, sottolineando il peso politico associato a questa nave.
Per Pechino, la Fujian non rappresenta semplicemente un'altra unità navale; simboleggia un passaggio dall'apprendere al guidare nella progettazione di portaerei. La Cina opera già due portaerei, la Liaoning e la Shandong, entrambe derivate da concetti sovietici più datati e dotate di rampe di tipo ski-jump. Queste navi hanno consentito al PLAN di esercitarsi nelle operazioni con portaerei e formare piloti ed equipaggi.
Dal trampolino alle catapulte: un salto tecnologico decisivo
La Fujian, tuttavia, colloca la Cina in una categoria che finora solo la Marina statunitense occupava realmente: grandi portaerei dotate di catapulte, capaci di lanciare velivoli più pesanti e performanti. La transizione più significativa con la Fujian è il passaggio dalle operazioni STOBAR a quelle CATOBAR.
Questi due acronimi descrivono modalità radicalmente diverse di gestire un'ala aerea imbarcata:
- STOBAR (Short Take-Off But Arrested Recovery): utilizza una rampa ski-jump, limita peso e carburante degli aeromobili, restringe l'impiego di velivoli di supporto più pesanti.
- CATOBAR (Catapult Assisted Take-Off But Arrested Recovery): impiega catapulte, consente aeromobili più pesanti, inclusi quelli da allarme aereo anticipato e caccia d'attacco completamente riforniti.
La Liaoning e la Shandong sono navi STOBAR, con una rampa pronunciata e curva verso l'alto a prua. I jet accelerano e "saltano" dalla rampa, ma devono sacrificare carico utile o carburante per la capacità di decollare su una pista corta. La Fujian abbandona lo ski-jump e presenta invece tre lunghe piste di catapulta sul ponte piano: due lungo la prua e una terza lungo il lato di babordo del ponte di volo angolato.
Catapulte elettromagnetiche: la sfida tecnologica con Washington
In una scelta significativa, la Fujian utilizza catapulte elettromagnetiche anziché i tradizionali sistemi a vapore. Questa tecnologia, conosciuta nella terminologia statunitense come EMALS, è installata anche sulla più recente classe di portaerei americana, la USS Gerald R. Ford.
Le catapulte elettromagnetiche si basano su energia elettrica e sistemi di controllo avanzati, invece che su acqua bollente e complesse tubazioni di vapore. Ciò permette un'accelerazione più precisa, riducendo teoricamente lo stress sugli aeromobili e ampliando la gamma di velivoli lanciabili, inclusi droni più leggeri.
Gli Stati Uniti hanno affrontato problemi di affidabilità nelle prime implementazioni dell'EMALS, e alcuni politici americani hanno apertamente messo in discussione la tecnologia. Pechino, dal canto suo, sembra aver proceduto spedita, dichiarando test riusciti sulla Fujian durante prove in mare nel 2024.
La verifica indipendente delle prestazioni delle catapulte cinesi è limitata, ma immagini di prove recenti mostrano lanci e recuperi ripetuti, suggerendo che il sistema abbia raggiunto almeno un livello operativo funzionale.
Quali aeromobili operano dalla Fujian?
Si prevede che la Fujian operi una combinazione di velivoli esistenti e nuovi, fornendo al PLAN un'ala aerea più completa di quanto mai avuto in precedenza. Il J-15 è stato il "cavallo da battaglia" sulle prime due portaerei cinesi, basato su una cellula in stile Su-33 russo.
Sulle portaerei con ski-jump, questi jet affrontano frequentemente limiti di carico; le catapulte della Fujian dovrebbero consentire loro di trasportare più carburante e armamento. L'aggiunta più sorprendente è il J-35, un jet stealth bimotore che i media cinesi presentano come equivalente imbarcato ai caccia occidentali di quinta generazione.
Immagini di prove a settembre hanno mostrato J-35 atterrare sulla Fujian, suggerendo che l'aeromobile sia già in fase avanzata di integrazione. Altrettanto trasformativo è il KJ-600, aeromobile da allarme anticipato la cui funzione è simile all'E-2 Hawkeye statunitense: orbitare ad alta quota sopra la flotta per rilevare minacce e gestire il traffico di caccia.
| Tipo di aeromobile | Funzione | Caratteristica notevole |
|---|---|---|
| J-15 | Caccia imbarcato | Derivato da un design Sukhoi russo |
| J-35 | Caccia stealth di nuova generazione | Bimotore, design a bassa osservabilità, visto come rivale dell'F-35C statunitense |
| KJ-600 | Aeromobile da allarme aereo anticipato | Turboelica con radar, concetto simile all'E-2 Hawkeye degli USA |
Dimensioni, propulsione e capacità operative
La Fujian è fisicamente imponente, sebbene ancora leggermente più piccola delle più grandi superportaerei americane. Misura circa 316 metri di lunghezza, con una larghezza massima del ponte di circa 76 metri e un dislocamento superiore alle 80.000 tonnellate a pieno carico.
Può ospitare più di 50 aeromobili, inclusi circa 40 jet da combattimento. Questo la rende la più grande nave da guerra attualmente operativa al di fuori della Marina statunitense. Tuttavia, in un'area chiave rimane più tradizionale dei suoi equivalenti americani: la propulsione.
La Fujian utilizza una centrale convenzionale, con otto caldaie che alimentano turbine a vapore azionanti quattro alberi. Questo sistema è sufficientemente potente per alte velocità, ma non offre l'autonomia praticamente illimitata di una portaerei a propulsione nucleare. La propulsione convenzionale riduce anche il margine per la generazione elettrica, un aspetto rilevante per una nave che opera diverse catapulte elettromagnetiche.
L'industria navale cinese accelera il passo
Oltre alla Fujian stessa, la nave riflette il ritmo dell'industria navale cinese. Il tempo tra il varo e la commissione, poco più di due anni, si inserisce nel ritmo ambizioso già osservato nei cantieri cinesi per cacciatorpediniere, fregate e navi anfibie. Questa velocità non si limita a produrre scafi: dimostra una base industriale in maturazione, capace di integrare elettronica, sistemi di ponte di volo e impianti di carburante per aviazione su una scala precedentemente dominata dagli Stati Uniti.
Pechino guarda già al prossimo passo. Una portaerei successiva, il "Tipo 004", è ampiamente citata come in preparazione, con un dislocamento previsto di circa 100.000 tonnellate e una forte possibilità di propulsione nucleare. Se il Tipo 004 utilizzasse reattori nucleari, la Cina si unirebbe agli USA e alla Francia come unici paesi a operare portaerei CATOBAR a propulsione nucleare.
Implicazioni strategiche per l'Indo-Pacifico
Per le marine regionali nell'Indo-Pacifico, la Fujian modifica i presupposti di pianificazione. Una portaerei CATOBAR con caccia stealth e aeromobili da allarme anticipato può operare più lontano dalla costa cinese pur rappresentando una minaccia credibile.
In uno scenario di crisi attorno a Taiwan, per esempio, un gruppo di portaerei guidato dalla Fujian potrebbe fornire copertura aerea a lungo raggio, ampliare gli inviluppi dei missili antinave e complicare le operazioni aeree statunitensi e degli alleati. I suoi J-35, supportati dalla copertura radar del KJ-600, sarebbero più difficili da rilevare e colpire rispetto a caccia più vecchi, non stealth, operanti da basi terrestri.
Al di là degli scenari di conflitto, la Fujian consente alla Cina di "mostrare la bandiera" come gli Stati Uniti fanno da decenni. Visite di portaerei nell'Oceano Indiano, in Medio Oriente o persino nel Mediterraneo segnalerebbero che la Cina si considera una potenza navale globale, non solo regionale.
Perché gli aeromobili da allarme anticipato sono cruciali
Gli aeromobili da allarme anticipato, come il KJ-600, funzionano come stazioni radar volanti. Ad alta quota riescono a vedere molto più lontano dei sensori installati sulle navi, limitati dalla curvatura terrestre. Questa portata aggiuntiva permette ai gruppi di portaerei di rilevare aeromobili e missili nemici prima, guadagnando tempo di reazione, coordinare intercettazioni di caccia con maggiore efficienza e gestire il traffico di decine di aeromobili operanti dalla portaerei.
Senza questi velivoli, le portaerei dipendono fortemente da radar terrestri e satelliti, entrambi suscettibili di essere disturbati in un conflitto ad alta intensità.
Le sfide operative che Pechino deve ancora affrontare
Possedere una portaerei moderna è solo il punto di partenza. Operarla in modo sicuro ed efficace è un'arte esigente, appresa nel corso di anni. La Cina deve addestrare un gran numero di piloti per operare da portaerei con catapulte, una competenza che rimane tra le più implacabili nell'aviazione.
Necessita anche di squadre di ponte, team di manutenzione e pianificatori di combattimento capaci di sostenere operazioni aeree ad alto ritmo in tutte le condizioni meteorologiche, giorno e notte. Ci sono inoltre rischi tecnici: catapulte elettromagnetiche, cavi di arresto complessi e sistemi elettronici densi sono soggetti a problemi iniziali. Qualsiasi fattore che rallenti i cicli di lancio e recupero riduce il valore della portaerei in combattimento.
Per gli Stati Uniti e i loro alleati, la Fujian diventa un nuovo fattore di pianificazione. Missili "ammazza-portaerei" e tattiche sottomarine progettate attorno a portaerei più vecchie, con ski-jump, dovranno ora considerare un'ammiraglia più capace e resiliente al centro delle ambizioni cinesi di proiezione marittima in alto mare.












