La Cina stabilisce un nuovo record di lanci spaziali, quasi 8 volte superiore all’Europa, pur rimanendo al secondo posto globale

Il programma spaziale di Pechino accelera mentre il 2025 volge al termine

Mentre le ultime settimane del 2025 scorrono via, il programma spaziale cinese sta accumulando decolli a ritmo industriale, distanziando nettamente l'Europa e riducendo il divario con gli Stati Uniti. Tuttavia, i numeri grezzi raccontano solo una parte della storia.

Pechino ha trasformato l'accesso orbitale in un processo manifatturiero routinario, abbandonando l'era dei singoli eventi nazionali celebrati con fanfare. Questo cambio di paradigma rivela un'intenzione precisa: costruire una catena logistica permanente verso lo spazio circumterrestre.

Il 2025 segna un traguardo storico per i lanci cinesi

A metà novembre 2025, la Cina aveva già completato 71 lanci orbitali, superando il primato nazionale dell'anno precedente fissato a 68 missioni.

Questa cifra rappresenta quasi otto volte il totale europeo previsto, che fatica a raggiungere le doppie cifre tra ritardi nei vettori e frammentazione industriale. Il conteggio cinese potrebbe ancora salire prima della fine di dicembre, consolidando il ruolo del paese come "cavallo da tiro" dello spazio, secondo soltanto agli Stati Uniti.

L'accesso orbitale cinese è diventato un processo industriale standardizzato, non più una sequenza di eventi eccezionali celebrati a livello nazionale. Questo approccio segnala inequivocabilmente che Pechino non si accontenta più di traguardi simbolici ma sta edificando un'infrastruttura logistica spaziale permanente ad alta frequenza.

Tre missioni in tre giorni rivelano le ambizioni cinesi

Lunga Marcia 11, Kinetica-1 e Lunga Marcia 12 in rapida successione

Un periodo di inizio novembre esemplifica perfettamente questo nuovo ritmo operativo.

L'8 novembre, un razzo Lunga Marcia 11 (Chang Zheng 11) è decollato trasportando tre satelliti Shijian-32. Ufficialmente si tratta di apparecchi "sperimentali" destinati a testare tecnologie spaziali avanzate.

Appena ventiquattro ore dopo, un vettore Kinetica-1 si è alzato dallo spazioporto di Jiuquan, nel Deserto del Gobi, posizionando due minuscoli satelliti Chutian-2 in un'orbita terrestre molto bassa (VLEO). Da questa altitudine riescono a osservare il pianeta con dettaglio straordinario, rimanendo appena sopra l'atmosfera.

La sera del 10 novembre, un Lunga Marcia 12, significativamente più potente, è partito da Wenchang, sull'isola di Hainan, dispiegando nove satelliti per GuoWang, la mega-costellazione cinese progettata per raggiungere circa 13.000 satelliti internet.

Tre razzi, tre siti di lancio, tre missioni radicalmente diverse: test tecnologici, osservazione terrestre ad altissima risoluzione e una rete sovrana di banda larga in orbita. Le autorità cinesi trattano questo ritmo quasi come routine. Per gli osservatori esterni rappresenta un segnale chiaro: la capacità di lancio è ormai dimensionata per dispiegamento continuo, non per dimostrazioni occasionali.

Una famiglia diversificata di vettori per ogni esigenza

Dai piccoli razzi a propellente solido ai pesanti motori a cherosene

La Cina ha assemblato discretamente un ampio catalogo di vettori capaci di soddisfare qualsiasi profilo di missione, dai piccoli carichi sperimentali ai moduli di stazione spaziale.

  • Lunga Marcia 11: Alto circa 21 metri con 58 tonnellate al decollo, questo razzo a propellente solido può inserire approssimativamente 350 kg in orbita eliosincrona a 700 km. Compatto, rapido da preparare e persino lanciabile da piattaforme marittime.
  • Kinetica-1: Un lanciatore a propellente solido di 30 metri, capace di trasportare circa 2 tonnellate in orbita terrestre bassa. Progettato per missioni rapide e carichi multipli, ha effettuato circa dieci voli dal 2022 con un solo fallimento registrato.
  • Lunga Marcia 12: Un vettore cherosene/ossigeno di 62 metri, in grado di sollevare fino a 12 tonnellate in orbita terrestre bassa. Destinato a diventare la spina dorsale del dispiegamento GuoWang.

Questi si uniscono a una famiglia più ampia di razzi Lunga Marcia e lanciatori privati, coprendo dalla condivisione di lancio (rideshare) per piccoli carichi fino ai voli di grande capacità.

Razzo Operatore Propellente Altezza Carico tipico LEO Ruolo principale
Lunga Marcia 5B CASC (Statale) RP-1 / LOX + LH₂ / LOX 53 m 25 t Moduli stazione spaziale e missioni pesanti
Lunga Marcia 7 CASC RP-1 / LOX 53 m 13,5 t Rifornimento stazione Tiangong
Lunga Marcia 8 CASC RP-1 / LOX 50 m 5 t Test parziale riutilizzabilità
Ceres-1 Galactic Energy Solido 19 m 400 kg Primo lanciatore privato cinese pienamente riuscito
Gravity-1 Orienspace RP-1 / LOX 32,8 m 6,5 t Nuovo vettore privato pesante

Questa combinazione di attori statali e privati, supervisionata da un apparato politico centrale, conferisce a Pechino simultaneamente flessibilità e coordinamento stretto, qualcosa di cui l'Europa attualmente è priva.

Satelliti Shijian e l'ascesa silenziosa della manovra orbitale

Veicoli "sperimentali" con applicazioni militari molto concrete

Il programma Shijian ("sperimentale") incuriosisce gli analisti da anni. Pubblicamente questi satelliti vengono presentati come piattaforme per testare nuovo hardware in orbita.

Diversi veicoli Shijian, inclusi Shijian-21 e Shijian-25, hanno già realizzato operazioni di prossimità in orbita geostazionaria. Queste manovre comportano l'avvicinarsi ad altri satelliti, regolare la posizione e talvolta sostare nelle vicinanze.

Tali tecniche possono servire scopi benevoli come rifornimento, riparazione o rimozione di detriti. Possiedono anche evidenti implicazioni militari, dall'invalidare il satellite di un rivale al riposizionare asset in modo discreto.

Nello spazio, avvicinarsi al satellite di un altro paese senza accordo preventivo raramente costituisce un atto neutrale. Il basso livello di dettaglio pubblico sulla missione Shijian-32 aumenta le preoccupazioni nelle capitali occidentali che la Cina stia perfezionando capacità a doppio uso: civili sulla carta, strategiche nella pratica.

GuoWang: la risposta cinese a Starlink

13.000 satelliti per connettività nazionale e leva geopolitica

I nove satelliti lanciati dal Lunga Marcia 12 rappresentano i "mattoni" iniziali di GuoWang, una mega-costellazione cinese di banda larga pianificata.

Come Starlink, GuoWang intende coprire il pianeta con internet ad alta velocità entro il 2030. A differenza di Starlink, il progetto rimane saldamente sotto controllo statale, guidato dalla China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC).

Per la Cina, GuoWang rappresenta ben più che streaming e giochi online. Promette comunicazioni sicure e sovrane per unità militari, navigazione commerciale e infrastrutture all'estero collegate all'Iniziativa Belt and Road.

Per i paesi in via di sviluppo, la connettività satellitare sostenuta da Pechino può emergere come pacchetto attraente: terminali economici, prestiti, formazione e servizi aggregati. Ciò solleva questioni strategiche per Washington, Bruxelles e governi alleati che tentano di promuovere alternative proprie di comunicazioni sicure.

Stati Uniti, Cina ed Europa: tre velocità in orbita

Filosofie diverse, vulnerabilità diverse

Le statistiche di lancio del 2025 tracciano un contrasto marcato tra i tre principali blocchi spaziali.

Regione Lanci orbitali (2025) Attori principali Profilo strategico
Cina 71 (e in crescita) CASC, Expace, Galactic Energy, iSpace Guidata dallo Stato, alta cadenza, pianificazione integrata
Stati Uniti 90+ (circa 85 SpaceX) SpaceX, ULA, Rocket Lab, Blue Origin Predominio settore privato, enorme capacità di sollevamento
Europa ~9 Arianespace, ESA, startup emergenti Frammentata, dipendente da lanciatori stranieri

Negli USA il volume è trainato principalmente da SpaceX e dalla sua flotta Falcon 9, con alcune settimane che registrano due missioni in 24 ore. Tuttavia l'accesso nazionale allo spazio si basa pesantemente su un'unica azienda e un'unica architettura.

L'approccio cinese costituisce l'opposto: forte direzione centrale, multiple famiglie di lanciatori e crescente partecipazione di aziende private sotto stretta supervisione. L'Europa rischia di cadere nella dipendenza. Il debutto ripetutamente posticipato dell'Ariane 6 e i problemi con veicoli più leggeri hanno costretto governi e imprese europee ad acquistare lanci da SpaceX o dall'India, diluendo l'autonomia strategica.

L'orbita terrestre molto bassa e le mega-costellazioni cambiano gli equilibri

Immagini più nitide, latenza inferiore, maggior rischio di detriti

L'orbita terrestre molto bassa, dove operano i satelliti Chutian-2, si colloca tipicamente a poche centinaia di chilometri sopra la superficie, o anche meno. A queste altitudini le camere possono catturare dettagli molto più fini rispetto alle orbite superiori, risultando preziose per intelligence, cartografia e monitoraggio catastrofi.

Il compromesso consiste nel fatto che la resistenza atmosferica è più intensa, quindi i satelliti necessitano di propulsione costante o aerodinamica intelligente per mantenersi in orbita. Rientrano anche più rapidamente se si perde il controllo, riducendo leggermente i rischi di detriti a lungo termine ma complicando le operazioni.

Mega-costellazioni come GuoWang e Starlink accorciano drasticamente i percorsi di segnale, riducendo la latenza rispetto ai satelliti geostazionari tradizionali. Questo risulta cruciale per collegamenti di comando militari, trading finanziario e servizi cloud in tempo reale.

Contemporaneamente, migliaia di satelliti aumentano i rischi di collisione. Ogni veicolo necessita di propulsione a bordo, tracciamento e coordinamento con sistemi globali di gestione del traffico spaziale, che ancora dipendono da norme e non da regole vincolanti.

Terminologia chiave per comprendere meglio

Decifrare alcune etichette tecniche

Parte del gergo che circonda questi lanci nasconde realtà molto concrete:

  • Orbita terrestre bassa (LEO): Normalmente fino a 2.000 km di altitudine. Utilizzata dalla maggior parte dei satelliti di osservazione, dalla ISS, dalla Tiangong e da molte costellazioni internet.
  • Orbita terrestre molto bassa (VLEO): Ancora più prossima, spesso 300-400 km o meno. Eccellente per imaging ad alta risoluzione e bassa latenza, ma più difficile da mantenere.
  • Orbita eliosincrona: Un'orbita polare speciale in cui un satellite passa sopra ogni punto della Terra approssimativamente alla stessa ora solare locale, ideale per illuminazione coerente nelle immagini.
  • Lanciatore riutilizzabile: Un razzo i cui stadi principali ritornano a Terra per rinnovamento e nuovo volo. SpaceX ha dimostrato come questo riduca i costi; la Cina sta testando idee simili con il Lunga Marcia 8 e razzi privati come Hyperbola-1.

Per governi e aziende sul campo, queste orbite e razzi si traducono in capacità quotidiane: sorveglianza persistente, collegamenti a banda larga in regioni remote e comunicazioni militari resilienti, più difficili da interrompere.

Il ritmo con cui la Cina sta assemblando questa infrastruttura suggerisce che, pur rimanendo numericamente dietro agli USA nel totale dei lanci, stia rapidamente colmando lacune qualitative e stabilendo nuovi standard su quanto frequentemente — e quanto economicamente — uno Stato possa raggiungere l'orbita.

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  • Imprenditrice ed esperta di benessere digitale e uso consapevole della tecnologia. Condivide consigli pratici su digital detox, gestione dell’attenzione e mantenimento dell’equilibrio tra vita online e offline.

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