Una cerimonia d'addio per un'icona dell'aviazione militare
L'Aeronautica Reale danese ha chiuso definitivamente quasi cinquant'anni di voli con l'F-16, concludendo un'era nella potenza aerea NATO e inaugurandone un'altra, basata sul caccia stealth F-35A.
Il 18 gennaio, la Base Aerea di Skrydstrup ha ospitato una cerimonia che ha segnato il ritiro ufficiale degli ultimi caccia F-16 danesi, dopo 46 anni di impiego operativo. Questi velivoli hanno rappresentato la colonna portante dell'aviazione da combattimento danese dalla fine degli anni Settanta.
Gli F-16 in questione appartenevano allo Squadrone 727, un'unità di caccia che ha effettuato innumerevoli missioni di pattugliamento aereo, addestramento e combattimento per la Danimarca e per la NATO. Per i piloti danesi, l'F-16 è stato contemporaneamente un "cavallo da battaglia" e un simbolo del ruolo del paese nella difesa collettiva.
L'F-16 ha servito come "occhi e scudo nei cieli" della Danimarca, sorvegliando, dissuadendo e attaccando quando necessario.
I responsabili della difesa danese hanno inquadrato questo saluto come un momento carico di emozione e, allo stesso tempo, una necessità tattica. I velivoli hanno ancora vita utile residua, ma l'aeronautica sostiene che le operazioni moderne richiedono sensori, connettività di rete e capacità di sopravvivenza che solo un aereo di quinta generazione, come l'F-35, può garantire.
Dalle pattuglie in Groenlandia alle missioni di combattimento globali
Il congedo avviene in un contesto geopolitico complesso. Nel giugno 2025, la Danimarca aveva dispiegato due F-16 in Groenlandia, supportati da un aerocisterna francese A330 MRTT "Phénix", poiché l'aeronautica danese non dispone ancora di un proprio velivolo per il rifornimento in volo.
Quella missione non è stata un'esercitazione di routine. È seguita a una rinnovata dichiarazione d'interesse di Washington verso la Groenlandia, una parte autonoma del Regno di Danimarca con enorme valore strategico nell'Artico.
Il 16 gennaio, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva nuovamente sollevato la possibilità di annettere la Groenlandia, l'aeronautica danese ha ripetuto il dispiegamento a lungo raggio. Questa volta, però, i jet sulle ali dell'aerocisterna francese non erano F-16, ma F-35A.
La sostituzione dell'F-16 con l'F-35 sulla rotta verso la Groenlandia ha illustrato, in tempo reale, il cambiamento di approccio della Danimarca alla sicurezza artica.
Oltre all'Artico, gli F-16 danesi hanno partecipato al pattugliamento aereo NATO negli Stati Baltici, in operazioni sui Balcani e in missioni di combattimento contro lo Stato Islamico in Iraq e Siria. La loro uscita di scena non pone fine al contributo danese, ma modifica gli strumenti disponibili.
Dove vanno gli F-16 ritirati
A differenza di molte flotte di caccia ritirate al termine della loro vita strutturale, gli F-16 danesi saranno trasferiti. Secondo l'aeronautica danese, la manutenzione accurata ha mantenuto gli apparecchi in eccellente condizione.
- 24 velivoli sono stati venduti all'Argentina
- 19 velivoli sono destinati al trasferimento verso l'Ucraina
Per Buenos Aires, l'acquisto offre un percorso a lungo atteso verso una moderna capacità di caccia, dopo anni di stallo politico e finanziario. Per Kiev, i velivoli promessi fanno parte di uno sforzo occidentale più ampio per costruire un'aeronautica ucraina vitale, capace di resistere agli attacchi russi.
Copenaghen sottolinea che questo riutilizzo dei jet è possibile solo perché le squadre di terra e gli ingegneri hanno investito pesantemente in manutenzione e ammodernamenti durante tutta la vita della flotta.
L'F-35 assume il ruolo principale a Skrydstrup
I primi F-35A danesi sono stati dichiarati operativi a Skrydstrup il 1° aprile 2025, trasformando discretamente l'identità della base da polo di caccia di generazioni precedenti a centro operativo di quinta generazione. L'F-35A è la variante a decollo e atterraggio convenzionale utilizzata da molte aeronautiche NATO.
I responsabili danesi descrivono l'F-35 non semplicemente come un sostituto, ma come uno strumento completamente diverso.
I comandanti vedono l'F-35 come un nodo volante di fusione sensoriale, progettato per riunire i pezzi mancanti del "puzzle" del campo di battaglia in un'unica immagine.
Il radar del jet, i sensori a infrarossi e i sistemi di sorveglianza elettronica scansionano vaste aree e raccolgono enormi quantità di dati. I computer di bordo fondono questi dati e li condividono immediatamente con altri velivoli, navi e unità terrestri attraverso collegamenti dati sicuri.
In pratica, questo cambia il ruolo del pilota. Invece di volare semplicemente verso un obiettivo e sganciare armamenti, i piloti agiscono più come tattici aerei, orchestrando informazioni e coordinando effetti congiunti.
Perché la Danimarca afferma di aver bisogno dell'F-35
La leadership della difesa danese sostiene che la guerra aerea moderna ruota attorno al dominio dell'informazione e alla sopravvivenza in spazi aerei contesi. Caratteristiche stealth, sensori integrati e connettività di rete sono visti come lo standard minimo per un'aviazione da combattimento credibile nei prossimi decenni.
Di fronte a difese aeree russe più avanzate, crescente competizione nell'Artico e necessità di integrazione perfetta nelle reti di comando USA e NATO, Copenaghen vede l'F-35 come la base per operazioni di coalizione.
Espandere la flotta: da 27 a 43 F-35A
La Danimarca ha ordinato inizialmente 27 velivoli F-35A agli Stati Uniti. Nonostante le tensioni politiche con Washington riguardo alla Groenlandia, il governo danese ha annunciato, nell'ottobre 2025, piani per acquistare altri 16 jet.
| Tipo di velivolo | Numero | Stato |
|---|---|---|
| F-16 | 43 (ex-velivoli danesi) | 24 per l'Argentina, 19 per l'Ucraina |
| F-35A | 27 | Ordinati / in servizio |
| F-35A (aggiuntivi) | 16 | Pianificati, finanziamento annunciato |
Il piano eleverebbe il totale della flotta danese di F-35 a 43 velivoli da combattimento, riflettendo approssimativamente il numero di F-16 da ritirare o trasferire all'estero.
Il generale Michael Hyldgaard, capo della difesa danese, ha accolto favorevolmente l'espansione, affermando che i jet svolgono già un ruolo centrale sia nella sorveglianza dello spazio aereo nazionale che in operazioni NATO più ampie.
Parallelamente agli F-35, la Danimarca intende acquisire droni da combattimento collaborativi, probabilmente di progettazione nordamericana. Si prevede che questi sistemi senza pilota volino a fianco dei caccia, trasportando sensori, sistemi di disturbo o armamenti, e condividendo dati in tempo reale.
Cosa rende l'F-35 diverso dai caccia più vecchi?
Visto dall'esterno, gli angoli dell'F-35A e la sua verniciatura grigio scuro contrastano nettamente con le linee più tradizionali dell'F-16. Il vero cambiamento sta "sotto la pelle".
Principali differenze tra F-16 e F-35A
- Geometria stealth: l'F-35 è stato progettato per ridurre il rilevamento radar, specialmente frontalmente, permettendo di avvicinarsi a spazi aerei difesi con minore probabilità di essere intercettato.
- Fusione sensoriale: multipli sensori alimentano un'unica immagine semplificata nel visore del casco del pilota, riducendo il carico di lavoro e accelerando le decisioni.
- Connettività di rete: il jet può inviare e ricevere grandi volumi di dati, diventando un hub per altri mezzi nell'area.
- Aggiornamenti orientati al software: molte nuove capacità arrivano tramite aggiornamenti software, non modifiche hardware, prolungando la rilevanza dell'aereo.
Queste caratteristiche comportano compromessi: l'F-35 è più complesso e costoso da operare rispetto all'F-16, e le esigenze di manutenzione sono maggiori. Per un'aeronautica piccola come quella danese, questo mette sotto pressione bilanci, percorsi formativi e infrastrutture di supporto.
Rischi, vantaggi e cosa significa per la NATO
La transizione verso una flotta da combattimento esclusivamente F-35 concentra molta capacità in un'unica piattaforma. Questo porta vantaggi in addestramento e interoperabilità, ma anche rischi. Se il modello affronta ordini di messa a terra o problemi software, una parte significativa della potenza aerea del nord NATO può essere colpita in un solo colpo.
Allo stesso tempo, avere diversi operatori europei di F-35, dalla Norvegia all'Italia, rende le operazioni di coalizione più semplici. Tattiche condivise, catene logistiche comuni e basi software compatibili riducono l'attrito nelle missioni congiunte.
Per la Danimarca, il cambiamento invia anche un segnale politico. Investendo pesantemente in tecnologia americana d'avanguardia e ampliando l'ordine nonostante disaccordi sulla Groenlandia, Copenaghen sottolinea il suo impegno verso la NATO e la sua disponibilità ad assumersi una quota maggiore dello sforzo difensivo.
Alcuni termini che vale la pena chiarire
Pattugliamento aereo: pattuglie di caccia di routine che verificano velivoli non identificati che si avvicinano o entrano nello spazio aereo nazionale o dell'alleanza. Gli F-16 danesi hanno svolto queste missioni nei Baltici; si prevede che gli F-35 continueranno questo ruolo.
Droni da combattimento collaborativi: velivoli senza pilota progettati per operare come "ali leali" a fianco dei caccia. Possono ricognoscere in avanti, agire come esche o trasportare armamenti, riducendo il rischio per i piloti umani.
Fusione sensoriale: software che combina segnali radar, telecamere a infrarossi, misure di supporto elettronico e altre fonti in un'immagine coerente, così che il pilota non debba interpretare ogni sensore separatamente.
Mentre gli ultimi F-16 escono dal servizio danese e si dirigono verso nuovi fronti in Sud America e nell'Europa orientale, l'F-35 sta già plasmando il modo in cui Copenaghen pensa alla sicurezza nell'Artico, nel Baltico e oltre. Le prestazioni del velivolo in questi teatri aiuteranno a determinare se questa scommessa sulla potenza aerea di quinta generazione ripaga in un'era di accresciuta competizione tra grandi potenze.












