Gli F/A-18 Hornet dei Marines americani saranno armati con razzi laser per intercettare droni

Vecchi caccia, nuove armi

Mentre gli F-35 di nuova generazione monopolizzano l'attenzione mediatica, i veterani F/A-18C/D Hornet del Corpo dei Marines statunitense ricevono un equipaggiamento sorprendentemente avanzato: razzi guidati laser calibrati specificamente per neutralizzare piccoli droni e perfino alcuni missili da crociera, con costi drasticamente inferiori rispetto ai tradizionali missili aria-aria.

Il Corpo dei Marines intende integrare varianti aria-aria dell'Advanced Precision Kill Weapon System II (APKWS II) nella propria flotta legacy di F/A-18C/D Hornet. Questi razzi guidati laser da 70 mm sono già stati impiegati operativamente dall'Aeronautica statunitense come arma anti-drone su F-16, F-15E e A-10.

Una priorità strategica per caccia in via di pensionamento

La scelta emerge chiaramente nel Marine Corps Aviation Plan 2026, che identifica una capacità anti-drone e anti-missile da crociera "ad alta densità e basso costo" come obiettivo primario per i circa 125 Hornet legacy tuttora operativi. Questi velivoli dovrebbero essere ritirati entro fine decennio, ma il Corpo vuole evidentemente mantenerli tatticamente rilevanti fino all'ultimo giorno di servizio.

Un portavoce dei Marines ha descritto l'Hornet come destinatario di "maggiore letalità, rilevanza e capacità di sopravvivenza" attraverso questi aggiornamenti finali, che comprendono anche l'integrazione con i moderni missili AIM-9X Sidewinder, tramite piloni di lancio aggiornati.

I Marines stanno trasformando un formato di razzo dell'epoca del Vietnam in un'arma moderna, economica e rispettosa del bilancio per la difesa aerea dei loro caccia più datati.

La tecnologia dietro l'APKWS II

L'APKWS II nasce come arma aria-superficie. Prende un razzo non guidato standard da 70 mm e inserisce una sezione di guida laser tra il motore e la testata. Questa modifica apparentemente semplice ha trasformato un'arma rudimentale ad effetto area in uno strumento di precisione capace di colpire veicoli, piccole imbarcazioni o fortificazioni leggere con danni collaterali limitati.

Per l'impiego aria-aria, il razzo necessita di qualcosa oltre la precisione. Deve rilevare e distruggere oggetti volanti piccoli e spesso fragili, come i droni. La variante ottimizzata aria-aria, formalmente designata AGR-20F e soprannominata FALCO (Fixed Wing, Air Launched, Counter-Unmanned Aircraft Systems Ordnance), aggiunge una spoletta di prossimità e algoritmi calibrati per detonare vicino al bersaglio invece di doverlo colpire direttamente.

Economia del combattimento: sostituire missili da milioni con razzi da migliaia

Il punto di forza dell'APKWS II risiede nel rapporto costo-efficacia e nella capacità di carico. I missili aria-aria tradizionali sono costosi ed esistono in numero limitato.

Arma Funzione tipica Costo unitario approssimativo (USD)
AGR-20F APKWS II (sezione di guida) Anti-drone a corto raggio 15.000–20.000 USD (più motore e testata)
AIM-9X Sidewinder Aria-aria a corto raggio ~450.000 USD
AIM-120 AMRAAM Aria-aria a medio raggio ~1.000.000 USD

I motori dei razzi da 70 mm, da soli, costano tipicamente qualche migliaio di dollari. Il prezzo delle testate varia secondo il tipo, ma il costo del proiettile completo rimane molto al di sotto di quello di un AIM-9X.

Sostituire un singolo missile con un contenitore da sette APKWS può fornire a un Hornet sei opportunità aggiuntive per abbattere minacce in avvicinamento.

Capacità di carico: più colpi per missione

Ogni APKWS II viene caricato in un contenitore/lanciatore standard da sette colpi. Un Hornet legacy potrebbe normalmente trasportare al massimo 12 missili aria-aria, ma serbatoi di carburante e pod di sensori spesso riducono questo numero nella pratica.

Alcuni piloni possono montare contenitori multipli, consentendo a un singolo caccia di lanciare ben oltre una dozzina di razzi guidati laser in una sola missione. Questo non sostituisce i classici missili da combattimento ravvicinato o a lungo raggio, ma offre ai piloti un modo più economico di gestire masse di droni lenti e relativamente fragili che oggi sono una caratteristica routinaria del conflitto moderno.

Insegnamenti dai recenti teatri operativi

Le operazioni sopra e vicino al Mar Rosso e nella difesa di Israele hanno rivelato una dura verità: anche le forze aeree meglio equipaggiate possono trovarsi sotto enorme pressione a causa di attacchi aerei complessi che combinano droni, missili da crociera e missili balistici.

Durante l'attacco su larga scala dell'Iran contro Israele nell'aprile 2024, caccia statunitensi che assistevano nella difesa del paese esaurirono i missili e dovettero atterrare per riarmarsi mentre minacce attraversavano ancora lo spazio aereo difeso. Gli equipaggi arrivarono persino a tentare l'uso di bombe guidate laser e cannoni di bordo contro droni, con successo limitato.

In questo contesto, l'APKWS II offre un modo più sostenibile per aggiungere profondità alle operazioni difensive. I caccia possono preservare i missili di punta per bersagli più impegnativi e usare razzi contro obiettivi più facili, come droni piccoli e lenti.

Radar e guida: vedere e colpire bersagli minuscoli

I Marines stanno combinando questi razzi con un importante aggiornamento dei sensori sui loro Hornet: il radar AESA (Active Electronically Scanned Array) AN/APG-79(V)4. Questo radar, già in fase di installazione sulla flotta, offre portata maggiore, scansione più rapida e migliore capacità di rilevare e tracciare bersagli piccoli e a bassa segnatura rispetto al più datato APG-73.

Questo rilevamento migliorato alimenta direttamente l'acquisizione del bersaglio per il razzo. Tuttavia, l'APKWS II, nella forma attuale, continua a dipendere dalla guida laser continua. Il bersaglio deve essere illuminato da un designatore laser – sia dal pod di mira del velivolo lanciatore, sia da altro mezzo – durante l'intero ingaggio.

Gli attuali lanci aria-aria dell'APKWS non sono "spara e dimentica"; sono più "punta, illumina e mantieni" fino all'impatto.

Questo limita la velocità con cui un pilota riesce a transitare da un bersaglio al successivo. BAE Systems sta lavorando su un nuovo sistema di guida a modalità doppia che aggiunge un sensore infrarosso a immagine (IIR) alla guida laser esistente. Ciò fornirebbe una sorta di modalità quasi "spara e dimentica": il razzo sarebbe inizialmente orientato con laser e poi userebbe il sensore infrarosso per seguire il bersaglio senza necessitare del punto laser durante tutto il volo.

Limiti operativi del sistema

L'APKWS II non sostituisce un missile da combattimento ravvicinato appropriato. Non è stato concepito per inseguire un caccia manovrabile che effettua virate ad alto fattore di carico G o usa contromisure in modo aggressivo.

  • Migliore contro: droni lenti o subsonici, munizioni vaganti (loitering munitions) e alcuni missili da crociera.
  • Meno adatto per: caccia agili o minacce ad alta velocità e grande altitudine.
  • Dipende da: designazione laser stabile e una buona indicazione iniziale (cueing).

Il valore sta nel far corrispondere l'arma giusta alla minaccia giusta. Usare un AMRAAM da un milione di dollari contro un drone di compensato ha poco senso economico quando un razzo molto più economico può compiere la missione.

Implicazioni più ampie e chi potrebbe seguire

Altre forze aeree stanno osservando attentamente. Partner europei hanno già analizzato l'idea di equipaggiare l'Eurofighter Typhoon con razzi stile APKWS per funzioni di difesa aerea, e il concetto sembra guadagnare trazione globalmente.

C'è anche una lacuna interessante dal lato statunitense. La Marina (US Navy) non ha ancora annunciato pubblicamente piani per aggiungere APKWS aria-aria ai propri F/A-18E/F Super Hornet, nonostante questi caccia siano stati pesantemente coinvolti contro droni e missili Houthi. Questa differenza diventa sempre più evidente ora che i Marines avanzano con i loro Hornet più datati.

Perché questo conta per la guerra aerea moderna

Conflitti dominati da droni spingono le forze aeree verso un nuovo tipo di aritmetica. La domanda essenziale diventa: quante intercettazioni può effettuare credibilmente un caccia prima di rimanere senza munizioni e dover abbandonare il combattimento?

In uno scenario in cui un radar costiero rileva un'ondata di 30 droni piccoli e diversi missili da crociera diretti verso un porto, una coppia di Hornet armati solo con missili tradizionali potrebbe forse ingaggiare una dozzina di bersagli prima di dover rientrare alla base. Sostituendo alcuni di quei missili con contenitori di APKWS, gli stessi caccia potrebbero potenzialmente raddoppiare o triplicare il numero di ingaggi, mantenendo ancora missili di punta sui piloni per le minacce più difficili.

Questo cambiamento ha anche un lato psicologico. I piloti non affrontano più così intensamente il dilemma se un determinato drone "meriti" un missile da sei cifre. Un razzo più economico rende più facile sparare senza timore che il prossimo bersaglio sia più meritevole di un'arma scarsa.

Concetti chiave e rischi da comprendere

Due concetti stanno al centro di questo aggiornamento: costo per abbattimento (cost-per-kill) e profondità di munizionamento (magazine depth). Il costo per abbattimento si riferisce a quanto costa, in pratica, rimuovere un singolo sistema nemico dal combattimento. La profondità di munizionamento è il numero di volte che una piattaforma riesce a ingaggiare prima di rimanere senza armamento.

L'APKWS II migliora entrambe le metriche nella missione anti-drone, ma porta anche rischi. La necessità di designazione laser costante espone il velivolo (o squadra a terra) che designa il bersaglio al fuoco nemico e obbliga a mantenere linea di vista. In un ambiente con minacce dense, mantenere un laser stabile su un drone mentre altri si avvicinano può essere difficile.

Ciononostante, armando i loro Hornet più datati con razzi intelligenti, i Marines stanno segnalando un cambiamento più ampio di pensiero: in un'era di droni economici e attacchi per saturazione, quantità, flessibilità e controllo dei costi stanno diventando tanto critici quanto le prestazioni pure.

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  • Imprenditrice ed esperta di benessere digitale e uso consapevole della tecnologia. Condivide consigli pratici su digital detox, gestione dell’attenzione e mantenimento dell’equilibrio tra vita online e offline.

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