Il carro armato M1 Abrams statunitense sperimenta droni kamikaze con gittata di 40 km per colpire da distanza

Quando un gigante corazzato impara a cacciare senza farsi vedere

L'M1 Abrams, storicamente riconosciuto per il suo imponente cannone da 120 mm e la turbina ruggente, sta acquisendo una capacità completamente diversa: lanciare droni kamikaze loitering contro bersagli ben oltre la linea dell'orizzonte. Un innovativo sistema di lancio denominato PERCH trasforma il carro da combattimento in un nodo d'attacco discreto, capace di individuare ed eliminare nemici fino a 40 km di distanza senza mai abbandonare la copertura.

La rivoluzione silenziosa del carro da battaglia

Per decenni, l'Abrams è stato sinonimo di tiro diretto: avanzare verso il bersaglio, mirare con precisione, premere il grilletto. Questo paradigma ora subisce forti pressioni evolutive. Droni economici, missili a lungo raggio e sorveglianza onnipresente hanno reso qualsiasi carro che si espone apertamente un bersaglio allettante per il nemico.

Il PERCH, realizzato dalla General Dynamics Land Systems insieme ad AeroVironment, mira a ribaltare questa equazione tattica. Il lanciatore supplementare si aggancia lateralmente alla torretta e ospita tre Switchblade 300 più una munizione vagante di dimensioni maggiori, la Switchblade 600.

Invece di scambiare colpi allo scoperto, un Abrams può ora rimanere protetto dietro un rilievo o un edificio, lanciare droni e neutralizzare minacce che non riesce a vedere direttamente.

Le Switchblade funzionano come occhi e pugni remoti del carro. Si sollevano in volo, cercano obiettivi e poi si tuffano in picchiata, detonando all'impatto. Con la variante 600 che raggiunge oltre 40 km, un equipaggio di Abrams può plasmare la battaglia molto prima che il nemico entri nel raggio del cannone principale.

L'integrazione del PERCH sull'Abrams: semplicità tattica

Uno degli aspetti più sorprendenti del PERCH è quanto poco richieda dal carro stesso. Non serve una ristrutturazione drammatica della torretta, né interventi invasivi sulla struttura del veicolo.

Il lanciatore sostituisce una cassetta di stoccaggio esterna già presente sul fianco della torretta, sfruttando i punti di fissaggio già esistenti sull'M1 Abrams SEPv3. Questo riduce drasticamente i costi di integrazione e abbrevia il tempo necessario per l'installazione in officina.

Verso fine ottobre 2025, l'Esercito statunitense ha osservato il PERCH durante prove realistiche a Fort Cavazos (ancora ampiamente conosciuto con il vecchio nome, Fort Hood), in Texas, nell'ambito di un'esercitazione chiamata MARS – Machine Assisted Rugged Soldier. L'obiettivo principale: operazioni complesse di "sfondamento", dove le forze devono superare ostacoli e rompere le linee nemiche sotto il fuoco.

Durante l'esercitazione, i droni lanciati dai carri hanno effettuato ricognizione in avanti, identificato posizioni nemiche e neutralizzato minacce critiche prima che genieri e fanteria rimanessero esposti.

Permettendo ai droni di effettuare la prima ricognizione – la più pericolosa – i comandanti possono ridurre il rischio per le truppe che avanzano attraverso campi minati, attraversamenti fluviali o strozzature urbane.

La famiglia Switchblade: da disturbo a killer di carri armati

I droni Switchblade sono già apparsi in diverse zone di conflitto, ma collegarli direttamente a un'unità di carri da combattimento ne trasforma radicalmente l'impiego tattico.

Due taglie di munizione aerea

  • Switchblade 300: meno di 3 kg, circa 10 km di portata, approssimativamente 15 minuti di autonomia di volo.
  • Switchblade 600: circa 23 kg, fino a 40 km di portata, approssimativamente 40 minuti di autonomia di volo.

La 300 trasporta una testata relativamente piccola, progettata per disabilitare veicoli leggeri, postazioni di comando o piccole unità di fanteria. Le sue dimensioni ridotte e l'autonomia limitata la rendono ideale per missioni rapide e locali: sbirciare oltre il prossimo villaggio, inseguire un pickup, eliminare una squadra di mitraglieri.

La 600 rappresenta una proposta completamente differente. La sua testata è comparabile a quella utilizzata nel missile anticarro Javelin. Questo le conferisce la potenza necessaria per sconfiggere blindature pesanti dall'alto o abbattere una posizione fortificata. Quando lanciata dal PERCH, trasforma un plotone di carri in una batteria improvvisata di "missili" a lunga gittata.

Un plotone di Abrams equipaggiato con PERCH potrebbe, in teoria, devastare carri armati e artiglieria nemica senza che questi riescano nemmeno a rilevare i veicoli statunitensi.

Controllo intuitivo, ambizioni strategiche

Durante le prove in Texas, gli equipaggi hanno controllato i droni tramite tablet rinforzati. L'interfaccia permette a un singolo operatore di lanciare, guidare e attaccare, mentre il resto dell'equipaggio si concentra su guida, navigazione e cannone principale.

General Dynamics prevede un'integrazione più profonda nelle versioni future. L'obiettivo è far apparire il feed video del drone e i controlli direttamente sugli schermi e sui comandi già esistenti del carro, riducendo il tempo tra rilevamento ed ingaggio.

Caratteristica PERCH sull'M1 Abrams
Capacità del lanciatore 3 × Switchblade 300, 1 × Switchblade 600
Distanza massima d'attacco Oltre 40 km (Switchblade 600)
Piattaforma tipica Carro da combattimento principale M1 Abrams SEPv3
Controllo Attualmente tramite tablet, controlli integrati previsti successivamente
Funzione Fuoco indiretto, ricognizione, attacco di precisione

Da gigante pesante a predatore invisibile

Le esperienze in Ucraina, Siria e nel Nagorno-Karabakh hanno sfidato la vecchia immagine del carro come bestia d'acciaio invincibile. Droni, artiglieria economica e munizioni guidate di precisione hanno bruciato quel mito sui social media, pieni di immagini di mezzi blindati distrutti.

L'Esercito statunitense sta cercando di adattarsi invece di abbandonare i propri carri. Con il PERCH, l'Abrams non diventa fisicamente invisibile in senso radar o infrarosso. Le sue dimensioni e firma termica rimangono enormi.

Ciò che cambia è il modo in cui viene impiegato. Un'unità può mantenere i carri mimetizzati dietro il terreno, usando droni per sorvegliare strade, linee di alberi o margini di villaggi. Non appena emerge una minaccia – un altro carro, un pezzo d'artiglieria, un radar di difesa aerea – l'equipaggio può assegnare una Switchblade e attaccare dall'alto.

La furtività qui è questione di comportamento: uccidere senza rivelare la propria posizione finché il nemico non ha già pagato il prezzo.

In alcuni concetti, droni d'osservazione con cavo (tethered) o piccoli quadricotteri potrebbero estendere la portata delle comunicazioni dell'Abrams, fungendo da ripetitori aerei. Questo permetterebbe alle Switchblade di estendere ulteriormente la loro gittata verso valli, città dense o dietro colline dove i segnali radio normalmente si perdono.

Possibile dispiegamento e chi lo riceverà per primo

L'esercitazione MARS è stata finanziata in gran parte dall'industria, non dal Pentagono. Tuttavia, il feedback iniziale all'interno dell'Esercito è stato sufficientemente incoraggiante da mettere ora sul tavolo finanziamenti formali.

Secondo funzionari della difesa citati in pubblicazioni specializzate, la 2ª Brigata di Combattimento Corazzata (2nd Armored Brigade Combat Team) della 1ª Divisione di Cavalleria (1st Cavalry Division) è probabilmente la prima candidata a ricevere il sistema in contesto operativo. È stato fissato un obiettivo provvisorio: fine 2026, presupponendo che i test continuino a dare risultati positivi.

Gli sviluppatori stanno già delineando miglioramenti, incluse procedure di ricaricamento più rapide affinché gli equipaggi possano rifornire il lanciatore senza lunghe pause, e la capacità di sparare altre munizioni vaganti compatibili se entreranno in servizio negli Stati Uniti.

Oltre l'Abrams: un nuovo standard per le flotte corazzate?

Il PERCH è stato concepito fin dall'inizio come una scatola modulare, non come un upgrade su misura esclusivamente per l'Abrams. General Dynamics ha menzionato apertamente veicoli ruotati Stryker, macchine da genio da combattimento e veicoli da ricognizione come probabili candidati.

La logica è semplice: ogni veicolo da combattimento in prima linea diventa il proprio piccolo porta-droni. Invece di attendere artiglieria o supporto aereo, un comandante di compagnia potrebbe lanciare droni organici in pochi minuti, da veicoli già sul posto.

  • Le brigate corazzate guadagnano profondità: possono modellare il combattimento a 30–40 km mantenendosi disperse.
  • Le unità di ricognizione guadagnano autonomia: vedono più lontano senza inviare equipaggi nel pericolo.
  • Le unità del genio guadagnano protezione: possono verificare punti di strozzatura prima di avanzare con equipaggiamento da sfondamento.

Se questo modello si diffonde, la linea tra "carro armato", "artiglieria" e "unità droni" si sfuma. Il veicolo diventa un nodo in una catena di distruzione connessa, non solo un cannone su cingoli.

Questioni etiche e pratiche attorno ai droni kamikaze

Le munizioni vaganti si collocano in una zona grigia tra missili e droni autonomi. Possono circolare per molti minuti, inviare video in diretta e aspettare una decisione umana. Questa flessibilità solleva questioni difficili.

In un'area urbana caotica, identificare se una persona vicino a un veicolo è un combattente o un civile è difficile anche per operatori esperti. La pressione per attaccare prima che la batteria del drone si esaurisca o che il bersaglio fugga può portare gli equipaggi a decisioni affrettate.

Le regole d'ingaggio, gli standard di identificazione e l'addestramento degli operatori devono evolversi insieme alla tecnologia. C'è anche il timore che copie economiche di questi sistemi si diffondano più velocemente di una dottrina responsabile, trasformando le città in campi minati tridimensionali di munizioni vaganti.

Termini chiave e scenari dal mondo reale

Alcuni concetti sono al centro di questo cambiamento:

  • Munizione vagante: un'arma che può volare in un'area, cercare bersagli e poi attaccare collidendo con essi.
  • Oltre la linea di vista (BLOS – beyond line of sight): colpire un bersaglio che non si riesce a vedere direttamente dalla propria posizione, tipicamente usando sensori o droni.
  • Fuoco indiretto: sparare ad arco o attraverso un sistema remoto, in modo che tiratore e bersaglio non si vedano mai.

Immaginate una crisi futura nella regione baltica. Una compagnia di Abrams riceve l'incarico di bloccare un corridoio stretto di strade e foreste. Invece di rimanere sulla strada principale, visibili a satelliti e droni nemici, i carri si nascondono in linee di alberi 10 km più indietro. Alcune Switchblade 300 e 600 pattugliano dall'alto, verificando ogni incrocio, margine di campo e posizione sospetta d'artiglieria. Il primo segnale per il nemico che la compagnia è nelle vicinanze non è il rombo dei motori, ma un attacco improvviso dall'alto contro i veicoli in testa.

Oppure immaginate una forza di mantenimento della pace in una città tesa. Invece di spingere carri armati in strade affollate, l'unità li mantiene a distanza, usando droni per monitorare potenziali siti di imboscata, nidi di cecchini o auto imbottite di esplosivo. In questo caso, l'Abrams diventa più una piattaforma di sorveglianza e deterrenza, con il cannone come ultima risorsa.

Questi scenari mostrano perché la combinazione di blindatura pesante con droni intelligenti e usa-e-getta stia attirando attenzione in molti eserciti. L'Abrams è solo uno dei primi a testare come potrebbe essere, nella pratica, un carro da combattimento "killer invisibile" su un campo di addestramento reale.

Author

  • Imprenditrice ed esperta di benessere digitale e uso consapevole della tecnologia. Condivide consigli pratici su digital detox, gestione dell’attenzione e mantenimento dell’equilibrio tra vita online e offline.

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