Dall'eredità sovietica alle ambizioni francesi
L'India mantiene attualmente in servizio due portaerei: l'INS Vikramaditya di origine russa e l'INS Vikrant costruito internamente. La componente aerea di queste unità si basa su circa 30 caccia MiG-29K/KUB.
Questi velivoli sovietici hanno mostrato limiti significativi. Problemi di disponibilità delle parti di ricambio e difetti di affidabilità, specialmente nel radar Zhuk-ME, hanno compromesso le operazioni. Per una marina che necessita di copertura aerea continua su rotte marittime estese, queste limitazioni rappresentano un ostacolo operativo critico.
Per superare questa dipendenza, il Ministero della Difesa ha avviato alla fine degli anni 2010 il programma Multi Role Carrier Borne Fighter (MCBF). L'obiettivo iniziale prevedeva l'acquisto di 57 caccia multiruolo avanzati, capaci di operare sia da portaerei STOBAR (con rampa a trampolino e cavi d'arresto) che da future unità CATOBAR (con catapulte e cavi d'arresto).
Questo requisito ha subito una riduzione. Nell'aprile 2025, l'India ha firmato un contratto per 22 Rafale M (versione navale monoposto) e 4 Rafale B biposto dalla francese Dassault Aviation, preferendoli al Boeing F/A-18 Super Hornet.
Il primo ordine di Rafale M ha fornito alla Marina Indiana un caccia imbarcato occidentale moderno, anche se non nelle quantità inizialmente previste.
Una nuova spinta verso ulteriori 31 Rafale Marine
Secondo quanto riportato dal quotidiano economico francese La Tribune, Nuova Delhi starebbe ora valutando l'acquisizione di 31 ulteriori velivoli Rafale Marine per la Marina Indiana. Questo porterebbe la flotta navale di Rafale vicino all'obiettivo originale del programma MCBF di 57 apparecchi.
Qualora confermato, questo secondo lotto rafforzerebbe in modo sostanziale le ali aeree dell'INS Vikramaditya e dell'INS Vikrant, preparando contemporaneamente il terreno per future portaerei.
Fonti nei circoli della difesa indiana suggeriscono che la marina stia pianificando fino a 120 caccia imbarcati nell'arco del prossimo decennio, dato riportato dal portale specializzato Indian Defence Research Wing (IDRW). Questa flotta includerebbe probabilmente Rafale M, futuri jet indigeni e possibilmente varianti da addestramento.
Altri 31 caccia Rafale Marine consoliderebbero l'aviazione da combattimento della Marina Indiana su un'unica piattaforma occidentale collaudata per almeno i prossimi due decenni.
Il labirinto burocratico prima di ogni firma
Nulla è ancora stato sottoscritto. Gli accordi militari in India procedono tipicamente con lentezza attraverso una complessa catena di comitati e revisioni. Anche dopo che la marina e la Dassault concordano configurazione e prezzo, l'iter deve attraversare la burocrazia del Ministero della Difesa e ottenere approvazioni politiche ai massimi livelli.
Il calendario risulta ulteriormente complicato da un accordo molto più ampio e politicamente delicato: il piano per acquistare altri 114 Rafale per l'Aeronautica Indiana (IAF). Questo contratto, stimato intorno ai 30 miliardi di euro, ha ricevuto il via libera dal Defence Acquisition Council il 12 febbraio, ma necessita ancora dell'approvazione del Cabinet Committee on Security, presieduto dal primo ministro.
Finché il pacchetto dell'aeronautica non sarà concluso, l'ordine aggiuntivo di Rafale M per la marina dovrebbe rimanere in attesa.
Quattro portaerei entro il 2047: perché la marina vuole più jet
I pianificatori navali indiani non stanno pensando solamente alle due portaerei attuali. La visione a lungo termine è decisamente più ambiziosa.
La marina ha dichiarato di voler operare quattro portaerei entro il 2047, il centenario dell'indipendenza indiana. Questo consentirebbe all'India una presenza continua di portaerei sia nel Mar Arabico che nel Golfo del Bengala, con capacità sufficiente per i cicli di manutenzione.
Nel 2023, il Capo di Stato Maggiore Navale ha confermato che è in corso il lavoro per una terza portaerei, probabilmente simile nel design all'INS Vikrant. Il cantiere navale Cochin Shipyard, che ha costruito il Vikrant, ha acquisito competenze specialistiche e desidera mantenere attiva la sua linea di produzione con una nave successiva.
Inoltre, documenti di pianificazione strategica come il TPCR-2025, divulgato nell'agosto dello scorso anno, prospettano un passo ancora più ambizioso: una portaerei a propulsione nucleare equipaggiata con catapulte elettromagnetiche. Questo permetterebbe lanci più pesanti, più sortite e l'impiego di velivoli di supporto più grandi, come aerei per l'allarme aereo anticipato.
Quattro portaerei e una nave con ponte di volo a propulsione nucleare trasformerebbero la Marina Indiana da forza regionale a operatore "blue water" sostenuto.
Progetti nazionali: TEDBF e LCA-N
L'India non sta puntando esclusivamente su jet stranieri. Il Twin Engine Deck Based Fighter (TEDBF) è in sviluppo come caccia imbarcato nazionale. Approvato nel 2020, l'obiettivo prevedeva il volo di un prototipo intorno al 2026, con entrata in servizio operativo vicino al 2030.
Il TPCR-2025 conferma anche la versione navalizzata LCA-N dell'HAL Tejas. Sebbene il Tejas sia stato inizialmente sviluppato per l'aeronautica, si prevede che la variante per portaerei serva principalmente come addestratore e possibilmente in ruoli di combattimento più leggeri, facilitando la transizione dei piloti alle operazioni sul ponte.
Questi programmi mirano a ridurre la dipendenza dalle importazioni a lungo termine e a creare competenza domestica nell'aviazione navale. Tuttavia, mancano ancora diversi anni a un dispiegamento in prima linea, lasciando un vuoto di capacità che il Rafale M è ben posizionato per colmare.
Cosa porta il Rafale M alle portaerei indiane
Il Rafale M offre capacità multiruolo in difesa aerea, attacco antinave, attacco al suolo e ricognizione. La sua capacità di trasportare missili avanzati e munizioni guidate di precisione, combinata con sensori moderni e sistemi di guerra elettronica, costituisce un miglioramento significativo rispetto al MiG-29K.
Per l'India, standardizzare maggiormente le sue flotte navali e aeree intorno alla piattaforma Rafale presenta vantaggi evidenti:
- Percorsi di formazione condivisi per piloti e squadre di terra
- Parti di ricambio comuni e infrastrutture di manutenzione
- Armi e sistemi di missione interoperabili
- Logistica più semplice per dispiegamenti all'estero
Esiste anche una dimensione politica. Grandi contratti di armamenti con la Francia approfondiscono i legami strategici con un partner europeo attivo nell'Indo-Pacifico e relativamente aperto ai trasferimenti di tecnologia.
Come potrebbero comporsi i numeri dei caccia navali
| Programma | Funzione | Numeri indicativi | Focus temporale |
|---|---|---|---|
| MiG-29K/KUB | Caccia imbarcato attuale | ~30 in servizio | Breve termine, flotta legacy |
| Rafale M (primo ordine) | Caccia multiruolo principale | 22 M + 4 B | Consegne metà anni 2020 |
| Ordine aggiuntivo pianificato Rafale Marine | Espansione flotta | 31 proposti | Fine anni 2020–inizio anni 2030 |
| TEDBF | Caccia imbarcato nazionale | Da definire | Prototipo circa 2026, entrata ~anni 2030 |
| LCA-N | Addestratore / caccia leggero | Previsti numeri limitati | Introduzione graduale parallela al TEDBF |
Scommessa strategica nell'Oceano Indiano
I piani indiani per portaerei e caccia si stanno sviluppando in un contesto di crescente attività navale cinese, in particolare dei gruppi di portaerei della Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione che avanzano più in profondità nell'Oceano Indiano.
I caccia imbarcati forniscono a Nuova Delhi la capacità di proiettare potenza lontano dalle sue coste, supportare stati amici e proteggere rotte marittime attraverso le quali transita gran parte delle sue importazioni energetiche. Forniscono inoltre copertura aerea ai sottomarini indiani e ai gruppi di navi di superficie che operano vicino a colli di bottiglia come lo Stretto di Malacca.
In pratica, un'ala aerea di portaerei completamente equipaggiata può includere una combinazione di Rafale M, futuri TEDBF, addestratori LCA-N, elicotteri per guerra antisommergibile e piattaforme di allarme aereo anticipato. La portata e il carico d'attacco del Rafale starebbero al centro di questo insieme.
Termini chiave e cosa significano per le operazioni da portaerei
L'aviazione imbarcata ha il suo gergo specifico, che modella le scelte dell'India:
- STOBAR (Short Take-Off But Arrested Recovery): i velivoli usano una rampa a trampolino per decollare e cavi d'arresto per atterrare. L'INS Vikramaditya e l'INS Vikrant seguono questo modello. Limita il peso al decollo rispetto ai sistemi con catapulta.
- CATOBAR (Catapult Assisted Take-Off But Arrested Recovery): i velivoli sono lanciati da catapulte e recuperati tramite cavi d'arresto. Permette carichi più pesanti e una maggiore varietà di aeromobili, inclusi velivoli di supporto più grandi.
- EMALS (Electromagnetic Aircraft Launch System): catapulta avanzata che utilizza forza elettromagnetica invece di vapore, prevista per il futuro concetto di portaerei a propulsione nucleare dell'India.
Se l'India passerà da STOBAR a CATOBAR e catapulte elettromagnetiche su una portaerei nucleare, si aspetterà che i suoi caccia gestiscano entrambi i regimi. Il Rafale M opera già da portaerei francesi CATOBAR ed è stato testato su rampe a trampolino, rendendolo un ponte pratico tra i design di portaerei indiane attuali e futuri.
Uno scenario plausibile alla fine degli anni 2030 prevede l'India operare due portaerei STOBAR con ali miste di Rafale M e TEDBF, accanto ad almeno una portaerei nucleare CATOBAR ottimizzata per operazioni Rafale a pieno carico e velivoli di supporto più pesanti. In questo contesto, una flotta Rafale Marine ampliata non sarebbe un lusso aggiuntivo, ma un pilastro centrale della potenza aerea imbarcata dell'India.












