Invece dei cannoni, arrivano i missili ipersonici
Quando la USS Zumwalt lascerà il cantiere navale quest'anno, non sarà più il cacciatorpediniere stealth pesantemente armato che tutti conoscevano. La Marina statunitense sta completando una trasformazione radicale: la nave diventerà la prima piattaforma di superficie operativa armata con missili ipersonici, ma perderà completamente i suoi caratteristici sistemi d'artiglieria.
Durante tre anni di lavori intensivi in bacino di carenaggio, gli ingegneri hanno rimosso l'intero armamento convenzionale e installato al suo posto tecnologia d'avanguardia. Il risultato? Una piattaforma di lancio per le nuove armi Conventional Prompt Strike.
Addio all'artiglieria da 155 mm
Il Capitano Clint Lawler, responsabile del programma classe Zumwalt presso la Marina, ha illustrato i dettagli della conversione durante il simposio 2026 della Surface Navy Association. Le modifiche vanno ben oltre una semplice manutenzione ordinaria.
I due imponenti sistemi di cannone avanzato da 155 mm (Advanced Gun System, AGS) sono stati completamente rimossi. Queste torrette rappresentavano originariamente il cuore del potere di fuoco della nave, progettate per colpire obiettivi costieri con munizioni guidate di precisione a lungo raggio.
La torre di prua è stata smontata interamente e sostituita con celle missilistiche CPS, mentre quella di poppa è stata svuotata internamente per recuperare prezioso spazio nei ponti inferiori.
Il programma è naufragato quando i costi delle munizioni specializzate sono schizzati alle stelle, lasciando la Marina con cannoni potentissimi ma praticamente inutilizzabili. Questo fallimento ha aperto la strada alla riconversione attuale.
Dodici missili ipersonici cambiano tutto
Nella nuova configurazione, la Zumwalt trasporterà 12 missili Conventional Prompt Strike nella sezione di prua appena installata. Queste armi volano a velocità ipersoniche – potenzialmente oltre cinque volte la velocità del suono – riducendo drasticamente il tempo di reazione del nemico.
I moduli CPS montati sulla nave non sono prototipi sperimentali unici. Secondo quanto rivelato, si tratta di copie quasi identiche delle sezioni payload previste per i sottomarini d'attacco classe Virginia Block V.
Questa scelta progettuale porta un vantaggio concreto: utilizzare la Zumwalt come banco di prova riduce i rischi per le future installazioni sottomarine, testando i sistemi in condizioni operative reali.
Ingegneri e tattici potranno valutare le prestazioni delle celle in mare mosso, verificare l'integrazione con i software di bordo e perfezionare le procedure di caricamento e lancio prima di installare gli stessi sistemi all'interno dello scafo pressurizzato di un sottomarino.
Le operazioni di retrofit continuano
I lavori di costruzione dei nuovi compartimenti d'armamento si sono conclusi a fine 2025. I moduli avanzati di carico utile hanno ricevuto l'approvazione ufficiale a novembre. Ora i tecnici stanno riattivando tutti i sistemi di bordo ed eseguendo test approfonditi sull'intera installazione CPS prima del ritorno in mare previsto per quest'anno.
Lo spazio recuperato dalla rimozione della seconda torretta non è andato sprecato. Quella che all'esterno sembra ancora una struttura di cannone è in realtà un involucro vuoto. I volumi sottocoperta liberati possono ora ospitare altri sistemi, magazzini o locali per l'equipaggio.
Tutti e tre i cacciatorpediniere verranno modificati
La Marina ha programmato la conversione completa di tutte e tre le unità della classe Zumwalt:
- USS Zumwalt (DDG-1000) – prima nave a completare la conversione CPS e tornare operativa con 12 missili a prua
- USS Michael Monsoor (DDG-1001) – entrerà in bacino per modifiche analoghe dopo il 2027
- USS Lyndon B. Johnson (DDG-1002) – già in fase di revisione, con il cannone di prua rimosso e i lavori di smontaggio completati
Secondo il calendario presentato dal Capitano Lawler, la DDG-1002 dovrebbe tornare in servizio prima che la Michael Monsoor entri in cantiere nel 2027 per la propria conversione CPS. I progressi sulla Lyndon B. Johnson sono già ben visibili: il cannone anteriore è stato smantellato e le apparecchiature obsolete eliminate.
Da progetto controverso a piattaforma strategica
La classe Zumwalt ha vissuto anni turbolenti dalla sua concezione. I costi sono lievitati, il piano originale di 32 navi si è ridotto a sole tre unità, e diverse tecnologie chiave non hanno rispettato le aspettative iniziali.
Riconvertire il trio come piattaforme d'attacco ipersonico offre finalmente alla Marina un ruolo chiaro per alcuni dei suoi combattenti di superficie più costosi mai costruiti. Invece di supportare operazioni costiere con fuoco d'artiglieria, le navi si concentreranno su attacchi missilistici ad alta velocità e lungo raggio, capaci di minacciare obiettivi in profondità nel territorio nemico o in mare aperto.
Questo cambiamento posiziona le navi in prima linea nella competizione tra grandi potenze, dove i missili veloci e difficili da intercettare rappresentano uno strumento cruciale per scoraggiare rivali come Cina e Russia.
Radar e sistemi elettronici di nuova generazione
Il programma CPS non è l'unica novità in arrivo. I pianificatori della Marina stanno valutando nuovi sensori e sistemi elettronici per l'intera classe, con particolare attenzione agli aggiornamenti radar.
Durante la presentazione, i responsabili hanno suggerito che il servizio sta cercando una soluzione comune che colleghi, quando possibile, la Zumwalt e la portaerei USS Gerald R. Ford. Le discussioni coinvolgono le famiglie di radar AN/SPY-3 e AN/SPY-4.
| Modifica pianificata | Vantaggio potenziale |
|---|---|
| Architettura radar comune con la classe Ford | Manutenzione condivisa, ricambi standardizzati e aggiornamenti software unificati |
| Guerra elettronica e comunicazioni modernizzate | Migliore condivisione dati con altre navi e velivoli |
| Sistema di combattimento perfezionato per integrazione CPS | Acquisizione bersagli più rapida e attacchi coordinati a lungo raggio |
Allineare i sensori di una portaerei e di una classe di cacciatorpediniere potrebbe permettere logistica condivisa, sviluppo software semplificato e addestramento più coerente in tutta la flotta.
Cosa cambiano le armi ipersoniche in mare
I missili ipersonici viaggiano a velocità estreme e possono manovrare durante il volo, rendendo l'intercettazione estremamente difficile. Su una nave come la Zumwalt, offrono capacità completamente diverse rispetto ai tradizionali missili da crociera o ai cannoni navali.
In pratica, un numero limitato di munizioni ipersoniche potrebbe essere assegnato a bersagli considerati troppo ben difesi o troppo sensibili al fattore tempo per armi più lente. Radar costieri, navi da guerra nemiche che coordinano attacchi, o centri di comando strategici potrebbero rientrare in una lista di obiettivi CPS.
La combinazione tra uno scafo dal design stealth e missili ipersonici a lungo raggio mira a creare una nave capace di avvicinarsi alla distanza di lancio, sparare rapidamente e ritirarsi prima che l'avversario possa reagire efficacemente.
Detto questo, sono previsti solo 12 missili CPS per nave. La Zumwalt continuerà a necessitare di altri mezzi – come cacciatorpediniere con grandi sistemi di lancio verticale, sottomarini o bombardieri – per fornire volume di fuoco in un grande conflitto. La batteria ipersonica sarà riservata ai colpi più critici.
Terminologia e rischi strategici
L'espressione "Conventional Prompt Strike" si riferisce alla capacità di colpire un bersaglio ovunque all'interno di un teatro operativo con armi non nucleari in un periodo brevissimo. La parola "convenzionale" è fondamentale: il programma intende fornire ai comandanti un'opzione rapida, precisa e non nucleare, dove in passato avrebbero potuto considerare una risposta nucleare.
Esistono evidenti rischi strategici. Il lancio di un missile ipersonico a lungo raggio potrebbe essere frainteso da altri Stati dotati di armi nucleari, almeno nei primi istanti del volo. Per questo motivo si investe molto in canali di comunicazione, sistemi di allerta precoce e trasparenza nei test, per ridurre la probabilità di malintesi fatali.
Scenari operativi della nuova Zumwalt
I pianificatori della difesa amano simulare scenari. In un caso tipico, la Zumwalt potrebbe operare con un gruppo d'attacco di portaerei, sfruttando le sue caratteristiche stealth per avanzare leggermente e posizionarsi discretamente per il tiro.
Se sensori satellitari o aerei individuano un bersaglio di alto valore a terra, la Zumwalt potrebbe essere incaricata della salva iniziale di CPS, seguita da missili convenzionali più numerosi o attacchi aerei.
In un contesto diverso, la nave potrebbe pattugliare a supporto di forze alleate lungo una costa contesa. La semplice consapevolezza che un cacciatorpediniere equipaggiato con ipersonici si trova nelle vicinanze può alterare i calcoli dell'avversario, che dovrà considerare il rischio di attacchi rapidi e precisi contro le sue installazioni più protette.
Il test definitivo arriva quest'anno
Per ora, tutto questo rimane sulla carta. La vera prova inizierà quando la USS Zumwalt lascerà gli ormeggi nel 2026, navigherà senza i suoi cannoni d'artiglieria iconici e comincerà a dimostrare se un cacciatorpediniere stealth armato di ipersonici rappresenta un uso intelligente di uno dei progetti navali più ambiziosi di questa generazione.
Gli ingegneri hanno completato l'installazione hardware. I test dei sistemi sono in corso. L'equipaggio si sta addestrando sui nuovi protocolli. Tra pochi mesi, la Marina saprà se questa trasformazione da nave d'artiglieria fallita a piattaforma missilistica d'avanguardia ha avuto successo.












