Daher lancia il drone MALE EyePulse nella competizione internazionale

Dal turboelica executive al sistema unmanned da combattimento

A Tarbes, una cittadina francese nota più per i suoi turboelica executive che per i sistemi militari, Daher ha trasformato un aeromobile civile in una piattaforma unmanned di lunga autonomia. Il nuovo dimostratore EyePulse rappresenta un approccio insolito ma promettente: eliminare la cabina di pilotaggio da un TBM certificato e installare al suo posto un sistema di controllo remoto avanzato.

L'aeromobile monomotore diventa così un drone MALE, capace di rimanere in volo per periodi prolungati a quote medie senza equipaggio a bordo. La collaborazione con Thales ha permesso di integrare il sistema di pilotaggio remoto ScaleFlyt, una stazione di controllo a terra e collegamenti dati sicuri per comando e controllo. L'obiettivo principale è automatizzare il maggior numero possibile di fasi della missione.

Durante una dimostrazione recente presso la base di Tarbes, la Direction générale de l'armement (DGA) ha avviato da terra una sequenza di volo completamente automatizzata. Una volta ricevuta l'autorizzazione, l'EyePulse ha eseguito autonomamente il decollo, ha raggiunto la quota prevista, ha seguito il percorso programmato e ha completato un atterraggio automatico. Per i pianificatori militari, questo livello di automazione rappresenta un passo fondamentale verso l'impiego operativo di routine.

Prestazioni progettate per le esigenze MALE

Le specifiche tecniche dell'EyePulse corrispondono perfettamente ai requisiti attuali dei sistemi MALE. Daher dichiara un'autonomia compresa tra 12 e 24 ore, a seconda del carico utile trasportato. La piattaforma può portare circa 500 kg di equipaggiamento e volare oltre i 30.000 piedi, un'altitudine sufficiente per coprire vaste aree rimanendo al di fuori della portata delle armi leggere.

Questo profilo prestazionale lo rende adatto a diverse tipologie di missioni:

  • Operazioni ISR (intelligence, sorveglianza e ricognizione) su zone di conflitto
  • Pattugliamento di confini terrestri e monitoraggio marittimo
  • Protezione di infrastrutture critiche terrestri e offshore
  • Supporto a forze speciali e unità terrestri mediante trasmissione dati in tempo reale

Daher suggerisce che la piattaforma potrebbe successivamente integrare armamenti o sensori più pesanti, come radar, torrette elettro-ottiche, apparecchiature SIGINT o ripetitori di comunicazione. Le prestazioni già dimostrate dal TBM offrono margini di crescita senza dover riprogettare completamente la cellula.

L'approccio è graduale: iniziare con la sorveglianza e successivamente evolvere verso il supporto armato, man mano che regolatori, operatori e industria acquisiscono fiducia nel sistema base.

Tarbes si posiziona come polo per i droni

Il test dell'EyePulse va oltre una semplice conversione ingegnosa. Dimostra come una linea produttiva civile esistente possa sostenere un programma di difesa sovrano con rischi relativamente contenuti.

Attualmente, Daher costruisce tra 50 e 60 aeromobili TBM all'anno nello stabilimento di Tarbes. L'azienda sostiene che, riorganizzando le linee di assemblaggio e trasferendo parte della produzione TBM in un futuro impianto negli Stati Uniti, potrebbe liberare capacità in Francia per fabbricare droni entro il 2028.

Secondo le stime interne, questo consentirebbe una produzione potenziale di 10-40 sistemi EyePulse all'anno, in funzione degli ordini governativi e della domanda di esportazione. Questi numeri non competerebbero con i grandi programmi americani, ma sarebbero significativi per una piattaforma europea di media quota.

Per Tarbes, l'EyePulse segna una transizione dall'aviazione esclusivamente executive verso un ruolo di base industriale strategica per sistemi unmanned.

Una competizione francese affollata nel settore MALE

L'EyePulse emerge in un contesto di prolungata frustrazione. Da oltre un decennio la Francia dipende fortemente dai droni MQ-9 Reaper di fabbricazione americana per operazioni nel Sahel, in Medio Oriente e altri teatri, mentre attende il programma europeo Eurodrone, ripetutamente colpito da ritardi e sforamenti di budget.

La DGA sta ora valutando diversi progetti MALE francesi concorrenti o complementari:

EyePulse (Daher) – Cellula TBM convertita in drone. Vantaggio: rapido sviluppo, rischi ridotti, utilizza aeromobile certificato.

ENBATA (Aura Aero) – Progetto MALE sviluppato da zero. Vantaggio: architettura nativa per droni.

Aarok (Turgis & Gaillard) – Drone tattico/MALE di grandi dimensioni. Vantaggio: libero da ITAR, favorevole all'esportazione.

Ogni programma risponde a un segmento leggermente diverso del mercato, ma tutti condividono la stessa promessa fondamentale: offrire alla Francia e ai suoi partner un'alternativa nazionale ai droni stranieri, con maggiore controllo su software, dati ed evoluzioni future.

Per Daher, l'EyePulse rappresenta anche un modo per salire nella catena del valore. L'azienda è già riconosciuta per la serie TBM e per il supporto logistico alle forze armate. Con un drone MALE, cerca di affermarsi come architetto di sistemi capace di fornire non solo piattaforme aeree, ma soluzioni complete, operative, integrabili in reti e strutture di comando.

Cosa significano "sovrano" e "libero da ITAR" nella pratica

Due termini ricorrono frequentemente in queste discussioni: "sovrano" e "libero da ITAR". Possono sembrare slogan, ma si traducono in vincoli molto concreti per i governi.

Una soluzione drone sovrana utilizza tecnologia che le autorità nazionali possono modificare, aggiornare e impiegare senza richiedere autorizzazione ad altri Stati. Software, crittografia, datalink ed elementi hardware chiave rimangono sotto controllo locale. Questa autonomia diventa rilevante quando un paese vuole condurre missioni sensibili, esportare sistemi a partner o impedire che i dati transitino attraverso server stranieri.

"Libero da ITAR" si riferisce a progetti che evitano componenti statunitensi soggetti alle International Traffic in Arms Regulations. Se un drone include parti controllate da ITAR, ogni potenziale esportazione richiede una licenza dagli Stati Uniti. Questo può ritardare accordi commerciali, limitare i clienti o bloccare completamente le vendite. Aziende francesi come Turgis & Gaillard hanno costruito strategie di marketing proprio per evitare questa dipendenza.

Scenari pratici dove l'EyePulse trova applicazione

Le caratteristiche dell'EyePulse indicano diversi casi d'uso realistici per la Francia e i suoi alleati. Considerate un'operazione di sicurezza frontaliera settimanale nel Sahel: le forze a terra si alternano ogni pochi giorni, gli equipaggi degli aeromobili necessitano di riposo, ma un drone con 20 ore di autonomia può sorvegliare i passaggi giorno e notte, attivando pattuglie solo quando necessario. Questo riduce costi ed esposizione dei piloti.

In ambito marittimo, un numero limitato di droni potrebbe pattugliare zone economiche esclusive e supportare fregate o navi da pattuglia. Equipaggiati con radar e sensori ottici, potrebbero rilevare imbarcazioni sospette o macchie di inquinamento molto prima che una nave le raggiunga. La stessa aeromobile potrebbe poi essere riassegnata a operazioni di soccorso, fornendo imaging persistente dopo alluvioni o incendi boschivi.

In ciascuno di questi scenari, utilizzare un TBM convertito offre un vantaggio aggiuntivo: gran parte dell'infrastruttura di supporto esiste già. I meccanici formati sulla versione pilotata possono adattarsi più rapidamente. I pezzi di ricambio sono disponibili. Le autorità regolatorie conoscono la cellula, il che può facilitare il lavoro di certificazione per operazioni nello spazio aereo nazionale.

Rischi, compromessi e prospettive future

Trasformare un aeromobile pilotato in un drone non è una soluzione magica. Esistono compromessi. Un TBM convertito può pesare di più e trasportare meno carico utile rispetto a un UAV progettato da zero e ottimizzato fin dall'inizio per il volo unmanned. La cellula include strutture progettate per proteggere un equipaggio che non esiste più, il che aggiunge massa e limita il potenziale di crescita.

Anche i regolatori esamineranno attentamente i sistemi automatizzati. Le sequenze autonome di decollo e atterraggio richiedono livelli di ridondanza per gestire guasti, dagli errori dei sensori alla perdita del collegamento dati. Gli utenti militari richiedono frequentemente resilienza aggiuntiva, come ridondanza tramite comunicazioni satellitari o la capacità di tornare a un pattern di attesa sicuro in caso di problemi.

Tuttavia, il ciclo di sviluppo più breve risulta attraente. Un progetto MALE sviluppato da zero può richiedere un decennio dal concetto all'uso operativo. Riutilizzando un aeromobile collaudato e integrando tecnologia di pilotaggio remoto esistente, Daher afferma di poter mettere l'EyePulse in servizio in una frazione di quel tempo, a condizione che lo Stato francese sottoscriva un contratto di produzione in serie.

I prossimi anni mostreranno se questa scommessa si rivelerà vincente. La DGA dovrà bilanciare politica industriale, urgenza operativa e vincoli di bilancio. Che scelga l'EyePulse, l'ENBATA, l'Aarok o una combinazione dei tre, la decisione plasmerà il modo in cui la Francia condurrà missioni di sorveglianza di lunga autonomia e supporto negli anni 2030.

Author

  • Imprenditrice ed esperta di benessere digitale e uso consapevole della tecnologia. Condivide consigli pratici su digital detox, gestione dell’attenzione e mantenimento dell’equilibrio tra vita online e offline.

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