Gli F-35B italiani operano sulla portaerei britannica HMS Prince of Wales nel Mediterraneo

Caccia italiani si posano sul ponte di volo britannico

La HMS Prince of Wales della Royal Navy accoglie per la prima volta caccia italiani F-35B Lightning II durante una massiccia esercitazione NATO. Questo evento trasforma la gigantesca nave in un simbolo galleggiante dell'integrazione tra potenza aerea e navale europea.

I caccia italiani F-35B a decollo corto e atterraggio verticale (STOVL) sono saliti a bordo della HMS Prince of Wales nell'ambito dell'Esercitazione Neptune Strike 2025. Si tratta di un'operazione guidata dalla NATO che si concentra sulle operazioni di strike da portaerei in tutto il Mediterraneo.

Il dispiegamento posiziona velivoli di quinta generazione italiani fianco a fianco con gli F-35B britannici sullo stesso ponte. Un'immagine che sarebbe stata difficile da immaginare solo pochi anni fa.

L'essenza del Neptune Strike 2025

Il Neptune Strike va ben oltre una serie di voli di addestramento e opportunità fotografiche. Rappresenta una struttura NATO progettata per dimostrare che gruppi di portaerei, velivoli e sistemi di comando di diverse nazioni possono integrarsi sotto un'unica autorità alleata.

In questa edizione, la HMS Prince of Wales opera sotto comando NATO insieme alla portaerei italiana Cavour e un mix di fregate, cacciatorpediniere, sottomarini e mezzi aerei basati a terra.

  • Gli F-35B si esercitano in attacchi marittimi contro bersagli navali simulati
  • Vengono condotte missioni di difesa aerea per proteggere il gruppo portaerei
  • Profili di attacco terrestre testano strike di precisione dal mare
  • Data link come il Link 16 collegano jet, navi e quartier generali

Queste attività offrono alla NATO un test realistico delle comunicazioni, della logistica e delle procedure quando diverse nazioni mescolano velivoli e navi durante una crisi in rapida evoluzione.

Una portaerei impegnata: la HMS Prince of Wales in dispiegamento prolungato

La HMS Prince of Wales, seconda portaerei della classe Queen Elizabeth del Regno Unito, è una base aerea galleggiante da 65.000 tonnellate. Può imbarcare fino a 36 F-35B quando completamente carica.

Per l'Operation Highmast e il Neptune Strike, la nave trasporta circa una ventina di F-35B britannici, ora rafforzati da jet italiani per missioni congiunte e operazioni sul ponte.

A bordo si trovano circa 4.500 militari britannici:

Ramo / funzione Effettivo approssimativo
RAF e Fleet Air Arm (equipaggi e supporto) ~600
Contingente dell'Esercito Britannico ~900
Royal Navy e Royal Marines ~2.500

La sovrastruttura con due "isole" separa la navigazione dal controllo di volo. Questo migliora la resilienza se parte della nave viene danneggiata e aiuta a gestire un alto ritmo di decolli e recuperi.

Con jet britannici e italiani che operano dallo stesso scafo, la Prince of Wales sta fungendo da hub europeo condiviso per l'aviazione da combattimento di quinta generazione in mare.

Il lungo percorso dell'Italia verso gli F-35B pronti per portaerei

La decisione dell'Italia di schierare i suoi F-35B su un ponte britannico rappresenta il risultato visibile di oltre un decennio di investimenti e pianificazione a Roma.

Il paese si è impegnato per 90 F-35 in totale, divisi tra gli F-35A a decollo convenzionale e gli F-35B STOVL. Di questi, 30 sono della variante B, progettata per portaerei e piste corte.

Gli ordini furono validati politicamente nel 2012 e riaffermati nel 2017, con i costi del programma presentati al Parlamento italiano per circa 14 miliardi di euro, soggetti ad aggiustamenti successivi. I primi F-35B italiani furono consegnati tra il 2015 e il 2018, con lotti aggiuntivi previsti fino all'inizio degli anni 2030.

Un modello congiunto insolito all'interno della NATO

L'Italia fa qualcosa che pochi paesi NATO tentano: la sua Marina Militare e l'Aeronautica Militare condividono la stessa flotta di F-35B.

Questo approccio congiunto significa:

  • I piloti della Marina possono operare da ponti come quello del Cavour o da portaerei straniere come la HMS Prince of Wales
  • I piloti dell'Aeronautica possono utilizzare la capacità STOVL da piste corte o danneggiate a terra
  • Manutenzione, addestramento e logistica sono condivisi tra i rami

Il modello offre flessibilità, ma richiede un coordinamento stretto su chi riceve velivoli, ore di volo e supporto in ogni momento.

Cosa porta l'F-35B sul ponte

L'F-35B italiano è essenzialmente lo stesso velivolo operato dal Regno Unito: un caccia stealth, fortemente dipendente dai sensori, capace di decollare in una corsa breve e atterrare verticalmente.

Le caratteristiche principali includono il radar AESA AN/APG-81, un sistema elettro-ottico di puntamento per identificazione a lungo raggio e il sistema di guerra elettronica AN/ASQ-239 per rilevare e disturbare le minacce.

Con armamento trasportato internamente per preservare la bassa osservabilità, il raggio d'azione di combattimento dell'F-35B si attesta intorno alle 450-500 miglia nautiche. Questo offre al gruppo portaerei la portata per penetrare profondamente nell'entroterra senza serbatoi esterni di carburante o piloni.

Il velivolo può trasportare un carico adattato:

  • Missili aria-aria per intercettazione di caccia e bombardieri
  • Bombe guidate di precisione per attacchi a bersagli terrestri e marittimi
  • Un cannone GAU-22A da 25 mm in configurazione specifica, quando necessario

Quando la furtività è meno critica, possono essere installati piloni esterni, consentendo un carico totale di armamento superiore a 15.000 libbre e posizionando il velivolo fermamente nella categoria multiruolo.

Segnale NATO: le portaerei europee rimangono in gioco

L'immagine degli F-35B italiani e britannici parcheggiati "muso a muso" sullo stesso ponte britannico invia un messaggio politico e militare deliberato.

Nel Mediterraneo, il dispiegamento congiunto sottolinea che gli Stati europei continuano a disporre di potenza aerea credibile basata su portaerei, in un momento in cui l'attenzione spesso si sposta su altri teatri.

Per alleati e rivali, l'attività del Neptune Strike dimostra che le principali marine europee sono disposte a proiettare potere oltre il loro vicinato immediato. E a farlo congiuntamente, sotto comando NATO, utilizzando ali aeree completamente integrate.

Dopo mesi nell'Indo-Pacifico durante l'Operation Highmast, il ritorno della HMS Prince of Wales nel Mediterraneo con jet italiani imbarcati suggerisce un futuro in cui le portaerei europee accolgono regolarmente gruppi aerei multinazionali durante pattugliamenti globali prolungati.

Perché le operazioni integrate da portaerei contano

Operare ali aeree miste da una singola portaerei non è solo un gesto politico. Esistono solidi vantaggi operativi:

  • Flessibilità: se la portaerei di una nazione viene danneggiata o è in manutenzione, i jet possono transitare sul ponte di un alleato
  • Efficienza: addestramento e procedure condivise riducono le duplicazioni e consentono a flotte europee più piccole di agire come un unico sistema più grande
  • Deterrenza: un gruppo portaerei multinazionale è più difficile da intimidire o isolare rispetto a un dispiegamento di una singola nazione

Per piloti e team di ponte, lavorare con jet e procedure di altre nazioni in esercitazioni in tempo di pace riduce l'attrito che inevitabilmente emergerebbe sotto pressione di combattimento.

Termini chiave e cosa significano nella pratica

Per i non specialisti, parte del linguaggio tecnico attorno a questo dispiegamento può risultare confuso. Due concetti sono particolarmente utili:

STOVL (short take-off and vertical landing) si riferisce alla capacità dell'F-35B di utilizzare una corsa breve su un ponte con "ski-jump" per decollare e poi atterrare verticalmente come un elicottero. Questo lo rende adatto per portaerei senza catapulte, come la HMS Prince of Wales e il Cavour, e per basi avanzate improvvisate a terra.

Fusione dei dati è la capacità dell'F-35 di raccogliere informazioni da molti sensori – il radar, sistemi ottici, il sistema di guerra elettronica e piattaforme alleate – e presentare al pilota un'unica immagine tattica "pulita". Invece di gestire molteplici flussi di dati grezzi, il pilota vede una visione integrata di dove si trovano minacce e bersagli, accelerando il processo decisionale.

Rischi, vantaggi e cosa potrebbe venire dopo

Tutta questa integrazione comporta compromessi. Operare un'architettura condivisa di aviazione imbarcata significa che qualsiasi problema tecnico in un sistema comune – motori, software, data link – può colpire più paesi contemporaneamente. Crea anche dipendenze politiche: se un alleato limita l'uso di determinate armi o dati, altri potrebbero sentirsi vincolati.

D'altra parte, i vantaggi sono significativi. Catene di addestramento condivise, logistica compatibile e procedure operative standardizzate significano che le marine europee possono dispiegarsi insieme con maggiore frequenza e a un costo complessivo inferiore.

In una crisi nel Mediterraneo, o in un'escalation legata al Mar Nero, F-35B italiani e britannici che operano dal ponte disponibile a portata potrebbero fornire potenza aerea rapida e in rete ai comandanti NATO.

Esercitazioni come il Neptune Strike 2025 sono, in pratica, prove generali per questo tipo di scenario. Trasformano immagini suggestive di caccia stealth su un ponte affollato in opzioni militari concrete che i decisori possono effettivamente utilizzare quando la pressione aumenta.

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  • Imprenditrice ed esperta di benessere digitale e uso consapevole della tecnologia. Condivide consigli pratici su digital detox, gestione dell’attenzione e mantenimento dell’equilibrio tra vita online e offline.

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