Rheinmetall ottiene maxi-ordine di munizioni vaganti HERO

Un Paese NATO punta sulle munizioni vaganti HERO

Invece di affidarsi esclusivamente ai proiettili d'artiglieria convenzionali e ai velivoli con pilota, una nazione dell'Alleanza Atlantica ha appena ordinato munizioni vaganti su larga scala, trattandole quasi come munizioni d'artiglieria standard. L'accordo, assegnato al colosso tedesco della difesa Rheinmetall per la sua famiglia di sistemi HERO, segna una fase inedita nel modo in cui le forze occidentali si preparano ai conflitti prolungati ad alta intensità.

Il Paese NATO, la cui identità rimane riservata, ha effettuato un ordine consistente di diverse centinaia di munizioni vaganti HERO, secondo quanto comunicato da Rheinmetall. Spesso vengono definite "droni kamikaze", ma questo termine cattura a malapena il loro ruolo nella guerra contemporanea.

L'accordo comprende tre versioni della famiglia HERO: HERO-30, HERO-120 e HERO-400. La fabbricazione verrà gestita dalla controllata italiana di Rheinmetall, RWM Italia, collaborando con l'azienda israeliana UVision, creatrice originale della linea HERO.

I primi sistemi sono previsti in consegna all'inizio del 2026, mentre gli ultimi lotti raggiungeranno il cliente entro la fine dello stesso anno. Questo programma serrato di consegne rivela l'urgenza con cui le forze NATO intendono rafforzare i propri arsenali. I conflitti recenti, soprattutto in Ucraina, hanno dimostrato quanto rapidamente gli eserciti moderni possano esaurire armi di precisione e sistemi non pilotati.

Cosa distingue HERO dai droni tradizionali?

Le munizioni vaganti si collocano in una posizione intermedia tra un proiettile d'artiglieria e un piccolo drone d'attacco. Vengono lanciate, si mantengono in volo sopra un'area selezionata, individuano bersagli e poi si tuffano sull'obiettivo, autodistruggendosi.

A differenza di numerosi droni convenzionali, la serie HERO utilizza propulsione elettrica e presenta una firma di lancio discreta. Questo riduce il rumore e la visibilità termica, rendendole più difficili da rilevare nei minuti iniziali critici di una missione.

Tutte le varianti HERO condividono una filosofia di controllo "uomo nel ciclo" (man-in-the-loop), che permette all'operatore di guidare, reindirizzare o interrompere l'attacco fino all'ultimo secondo. Questo controllo umano continuo è fondamentale per le forze NATO. Si allinea con regole di ingaggio più severe, diminuisce il rischio di colpire civili o forze alleate e offre rassicurazione politica mentre i dibattiti sulle armi autonome si intensificano.

Le tre varianti HERO dell'ordine

HERO-30: l'attacco di precisione tascabile per la fanteria

L'HERO-30 rappresenta il più leggero dei tre sistemi ed è stato progettato per essere trasportato da piccole unità di fanteria.

  • Portatile e trasportabile a piedi da un singolo soldato
  • Raggio d'azione efficace di circa 10 km
  • Adatto per obiettivi "leggeri" come sensori, postazioni di tiro e veicoli leggeri

Per le squadre di fanteria, l'HERO-30 sostituisce, nella pratica, la necessità di richiedere mezzi maggiori per minacce piccole ma difficili da raggiungere. Un'unità avanzata può lanciare una munizione da dietro una copertura, mantenerla in attesa sopra una cresta o un isolato urbano, attendere che un bersaglio compaia e poi attaccare.

HERO-120: progettato per cacciare veicoli corazzati

L'HERO-120 aggiunge una testata più grande e maggiore portata. È destinato a veicoli corazzati, posizioni fortificate e nodi critici, come centri di comunicazione.

Con il suo carico più pesante, l'HERO-120 si avvicina maggiormente a un'arma anticarro guidata che può cercare e scegliere l'angolo d'attacco, invece di volare in linea retta. Questo apre spazio a tattiche di imboscata contro colonne o aree di concentrazione temporanea.

HERO-400: attacchi in profondità dalla periferia tattica

L'HERO-400 si colloca al vertice di questo ordine. È più grande, ha maggiore autonomia ed è capace di colpire bersagli oltre i 100 km, a seconda della configurazione specifica.

Variante Funzione principale Bersagli tipici Portata approssimativa
HERO-30 Supporto tattico leggero Posizioni di fanteria, sensori, veicoli leggeri Circa 10 km
HERO-120 Anticarro e posizioni fortificate Veicoli corazzati, bunker, infrastrutture chiave Oltre il breve raggio tattico
HERO-400 Attacco di precisione in profondità Radar, centri di comando, depositi logistici Oltre 100 km in alcune configurazioni

Con sistemi come l'HERO-400, i comandanti di brigata e divisione possono pianificare attacchi contro risorse di elevato valore molto dietro la linea del fronte senza rischiare aeromobili con equipaggio. Questo sfuma il confine classico tra artiglieria, missili e attacchi aerei.

Un nuovo strato tra l'artiglieria e il supporto aereo

Dal punto di vista operativo, le munizioni HERO riempiono una lacuna che da tempo frustra i comandanti. L'artiglieria classica è rapida e potente, ma spesso manca di precisione o di conferma visiva in tempo reale. Il supporto aereo offre precisione e flessibilità, ma è scarso, costoso e dipendente dalle condizioni meteorologiche.

Le munizioni vaganti danno alle unità tattiche la capacità di sorvegliare un'area, aspettare pazientemente il momento giusto e attaccare, tutto senza esporre direttamente le truppe. Ogni lancio funziona anche come missione di intelligence. Mentre circola, la munizione invia video e dati in diretta alle reti di comando. Anche se l'attacco viene cancellato, le informazioni raccolte possono alimentare database di obiettivi e la mappatura del campo di battaglia.

Questo doppio ruolo – sensore ed effettore – supporta lo sforzo più ampio della NATO verso catene "sensore-tiratore" (sensor-to-shooter), in cui l'informazione raccolta da un mezzo può innescare immediatamente l'azione di un altro.

Importanza industriale e politica in Europa

La decisione di Rheinmetall di aumentare la produzione presso RWM Italia ha peso industriale e geopolitico. Gli Stati europei hanno osservato con apprensione il fatto che molte delle munizioni vaganti più utilizzate in Ucraina provenissero da fuori Europa, soprattutto da Israele e dagli USA.

Costruendo una base di fabbricazione solida in Italia, Rheinmetall e UVision posizionano HERO come sistema accessibile in Europa, con approvvigionamento più sicuro. Per governi preoccupati da restrizioni all'esportazione o cambiamenti politici in Paesi fornitori, questo è tanto importante quanto le capacità tecniche.

Il contratto riflette anche una tendenza più ampia: i pianificatori NATO parlano ora apertamente di prepararsi a lunghe guerre di logoramento, in cui le scorte e la capacità produttiva possono contare più della sofisticazione individuale delle piattaforme. Il linguaggio usato attorno all'accordo sottolinea il volume: sono munizioni da contabilizzare in lotti e pallet, non in acquisti specializzati sporadici.

Come funziona, nella pratica, l'"uomo nel ciclo"

L'espressione "uomo nel ciclo" (man-in-the-loop) può sembrare astratta, ma sul campo di battaglia si riduce ad alcune funzioni semplici. L'operatore, solitamente dietro un tablet rinforzato e un'unità di controllo, può:

  • Dirigere la traiettoria di volo della munizione usando punti di passaggio (waypoints) o controllo manuale
  • Ingrandire e ridurre il video in diretta per identificare positivamente gli obiettivi
  • Cambiare verso un bersaglio diverso se la situazione si modifica
  • Interrompere l'attacco e ordinare che la munizione si autodistrugga lontano da aree sensibili

Dal punto di vista legale ed etico, questo coinvolgimento umano continuo è visto come una salvaguardia, specialmente in ambienti densi dove oggetti militari e civili sono mescolati. Riduce anche il rischio che munizioni costose vengano sprecate su bersagli di basso valore o esche.

Rischi, vantaggi e come l'utilizzo può evolversi

La diffusione di sistemi come HERO porta vantaggi e rischi. Da una parte, le forze guadagnano potenza di fuoco precisa e reattiva, il che può ridurre la necessità di bombardamenti di saturazione o sbarramenti pesanti. Dall'altra, qualsiasi aumento di armi di precisione a lungo raggio può attirare contromisure come disturbo (jamming), impiego di esche e una copertura più forte di difesa aerea.

Scenari futuri coinvolgono frequentemente tattiche di sciame: multiple munizioni vaganti lanciate in rapida successione per saturare le difese. Una batteria può sparare diverse munizioni HERO-30 e HERO-120 contemporaneamente, costringendo un nemico a rivelare posizioni radar o a spendere missili intercettori scarsi.

Per i civili, la questione principale è come questi sistemi influenzino il ritmo e lo schema dei combattimenti. Permettendo di attaccare obiettivi che prima erano fuori portata, possono sia accorciare alcuni scontri sia prolungare campagne, rendendo più difficile per i combattenti nascondersi e riorganizzarsi in sicurezza.

Un'area correlata da seguire è l'addestramento. L'uso efficace di sistemi con "uomo nel ciclo" dipende da operatori qualificati che riescano a leggere il terreno, interpretare rapidamente le immagini video e prendere decisioni disciplinate di sparare/non sparare. Molti eserciti stanno ora creando corsi specializzati per munizioni vaganti, combinando competenze di artiglieria, pilotaggio di droni e analisi di intelligence.

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  • Imprenditrice ed esperta di benessere digitale e uso consapevole della tecnologia. Condivide consigli pratici su digital detox, gestione dell’attenzione e mantenimento dell’equilibrio tra vita online e offline.

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