I programmi BBG(X) e FF(X) della Marina USA rischiano di ripetere i fallimenti di Zumwalt e LCS

La "flotta dorata" e i dubbi degli esperti

La Casa Bianca ha riportato in cima alle priorità della US Navy due progetti ambiziosi: un futuro "incrociatore da battaglia" e una nuova fregata. Tuttavia, chi ha vissuto gli errori recenti nell'acquisizione navale si chiede se questi programmi rischino di replicare le esperienze amare del cacciatorpediniere Zumwalt e della Littoral Combat Ship.

Il BBG(X) e l'FF(X) vengono presentati come le colonne portanti di una futura "Golden Fleet", pensata per contenere la Cina attraverso potenza di fuoco e presenza navale. Il BBG(X) si configura come un grande combattente di superficie, più vicino per dimensioni a un incrociatore da battaglia che agli attuali cacciatorpediniere. L'FF(X) sarebbe invece una scorta più leggera, adattata dal National Security Cutter, un progetto collaudato della Guardia Costiera americana.

Il momento scelto per questi annunci è significativo. Entrambi i programmi acquistano slancio subito dopo la cancellazione delle fregate classe Constellation, che avrebbero dovuto stabilizzare la pianificazione della flotta di superficie. Questo cambio repentino porta gli analisti a interrogarsi se la Marina stia passando da un insieme di problemi direttamente a un altro, senza tempo per assimilare le lezioni apprese.

La preoccupazione principale non riguarda la capacità di galleggiamento del BBG(X) e dell'FF(X), ma l'impatto che avranno sui bilanci, sui calendari e sulla capacità industriale nel corso degli anni Trenta.

Dietro la retorica politica si nasconde uno schema ricorrente: navi da guerra estremamente ambiziose vengono messe sotto i riflettori prima che ingegneri e responsabili finanziari riescano a stabilire costi e rischi reali.

BBG(X): nave imponente, conto ancora più salato

Il concetto BBG(X) si distingue immediatamente per scala e prezzo previsto. Le prime stime a Washington parlano già di un dislocamento intorno alle 35.000 tonnellate e di un costo per la prima unità compreso tra 15 e 22 miliardi di dollari.

Queste cifre collocano il BBG(X) nel territorio delle portaerei, non dei tradizionali combattenti di superficie. Per fare un confronto, gli attuali cacciatorpediniere Arleigh Burke costano circa 2 miliardi di dollari per unità. Persino i problematici cacciatorpediniere Zumwalt — passati da un piano di 32 navi a sole tre — hanno raggiunto costi unitari nell'ordine dei 7-8 miliardi quando si sono tirati i conti.

Riecheggia l'esperienza Zumwalt

Lo Zumwalt era stato concepito come un cacciatorpediniere stealth multi-missione dotato di tecnologie rivoluzionarie. Nella pratica si è trasformato in una piattaforma di test per sistemi non provati, una calamita per ritardi e un simbolo di eccesso di ambizione. Armi chiave sono state cancellate, il numero di unità è crollato e la classe non ha mai raggiunto il ruolo operativo previsto.

I critici vedono il BBG(X) a rischio di ripetere la stessa sequenza: concetto troppo ambizioso, costi in escalation, riduzione del numero di navi e un prodotto finale che non corrisponde più alla promessa originale.

La preoccupazione non riguarda solo il denaro. Ogni dollaro e ogni posto nei cantieri navali dirottati verso il BBG(X) competono con altre priorità urgenti: sottomarini d'attacco, sottomarini missilistici balistici classe Columbia, rifornimento e modernizzazione delle portaerei, navi anfibie e manutenzione ordinaria della flotta esistente.

FF(X): una fregata che potrebbe nascere sottodimensionata

La fregata FF(X) dovrebbe rappresentare la parte "accessibile" del piano. Partendo dallo scafo del National Security Cutter (NSC), la Marina spera di accorciare i tempi di progettazione e contenere i costi. L'NSC effettua già pattugliamenti di lunga distanza per la Guardia Costiera, dimostrando buona tenuta al mare e autonomia.

Ciononostante, l'NSC è stato costruito per missioni di sorveglianza e pattugliamento, non per guerra ad alta intensità nel Pacifico occidentale. Equipaggiarlo con sensori, missili e capacità di guerra elettronica sufficientemente potenti per un confronto con avversari di pari livello non sarà semplice.

Le prime discussioni negli ambienti di Washington indicano una nave che potrebbe trasportare meno missili e un radar meno potente rispetto alle fregate moderne degli alleati, come la britannica Type 26 o alcune fregate europee di difesa aerea. Ciò solleva una domanda semplice: l'FF(X) sarà rilevante contro missili e sottomarini cinesi a lungo raggio dalla fine degli anni Venti?

  • Punti di forza dell'NSC: grande autonomia, scafo collaudato, minor rischio di sviluppo
  • Punti deboli dell'NSC: spazio limitato, costruzione più leggera, minor margine per sistemi di combattimento avanzati
  • Rischio dell'FF(X): finire come una nave da "pattugliamento potenziato" con difficoltà in combattimento intenso

Una Marina che convive ancora con LCS e Zumwalt

La storia recente della US Navy plasma ogni dibattito sul BBG(X) e sull'FF(X). La Littoral Combat Ship (LCS) doveva essere una nave modulare, veloce ed economica per operazioni costiere. Ha invece portato scafi fragili, grattacapi di manutenzione e valore bellico incerto. Diverse unità stanno venendo dismesse prematuramente, molto prima della fine della loro vita operativa prevista.

Lo Zumwalt, dal canto suo, ha consumato tempo e denaro. I suoi componenti futuristici sono rimasti senza munizioni accessibili. Solo tre navi sono state completate e i loro ruoli vengono ancora ridefiniti per giustificare l'investimento. Il Congresso non ha dimenticato.

I legislatori ora insistono con forza su una questione: la Marina sta finalmente progettando in base a ciò che può costruire e permettersi, oppure sta ripetendo lo stesso ciclo di pensiero illusorio?

Il BBG(X) e l'FF(X) emergono in questo contesto teso. Qualsiasi segnale di "deriva dei requisiti", cambiamenti di missione o stime di costo vaghe alimenta il sospetto che il servizio non abbia appreso pienamente dagli errori del passato.

Capacità industriale e l'orologio cinese

Al di là delle scelte progettuali, la base industriale statunitense sta al centro del problema. I cantieri navali americani operano già al limite. La produzione di sottomarini è sotto l'obiettivo. La manutenzione delle portaerei accumula ritardi. Persino le revisioni di routine faticano a tenere il passo con la domanda.

Introdurre un combattente da 35.000 tonnellate implica riconvertire cantieri, assumere e formare lavoratori e garantire fornitori specializzati. Niente di tutto ciò avviene rapidamente. Contemporaneamente, la Marina insiste di aver bisogno di più scafi pronti in acqua già in questo decennio per contrastare una flotta cinese in rapida crescita.

Programma Ruolo previsto Rischio principale
BBG(X) Combattente di superficie pesante con grande carico di missili Il costo potrebbe divorare il bilancio e limitare il numero di navi
FF(X) Scorta e fregata da pattugliamento multiruolo Potrebbe risultare sottoarmata contro minacce di alto livello
Flotta esistente Deterrenza e presenza a breve termine Scafi invecchiati, accumulo di manutenzione, logoramento degli equipaggi

Gli strateghi avvertono che il tempo non gioca a favore della Marina. Se il BBG(X) consuma fondi ma arriva tardi e in numeri ridotti, il servizio potrebbe affrontare lo scenario peggiore: un vuoto di capacità all'inizio degli anni Trenta, mentre le vecchie navi vengono ritirate più velocemente di quanto le nuove entrino in servizio.

Vetrina politica o costruzione pratica della flotta?

Il modo in cui il BBG(X) è stato annunciato ha sollevato perplessità. Il progetto è stato promosso come priorità politica prima che requisiti tecnici e bilanci fossero completamente definiti. Questo inverte il processo normale, dove studi dettagliati e stime di costo plasmano ciò che i decisori sono chiamati ad approvare.

Alcuni consulenti al Congresso vi leggono una strategia comunicativa. Navi grandi e imponenti permettono all'amministrazione di segnalare determinazione verso la Cina e rassicurare l'opinione pubblica interna che la Marina sta ricevendo attenzione. Ma l'enfasi sui titoli dei giornali può distogliere l'attenzione da riforme più discrete ma vitali, come correggere le catene di manutenzione o prolungare la vita di classi di navi collaudate.

Gli esperti sostengono che il potere navale cresce con investimenti costanti e prevedibili e con progetti modesti e iterativi, non con annunci grandiosi occasionali.

Un calendario elettorale serrato amplifica solo questa tensione. I programmi di difesa di grande valore possono trasformarsi in strumenti politici, rendendo più difficile cancellarli o riformularli in seguito, anche quando l'argomentazione tecnica si indebolisce.

Concetti chiave dietro il dibattito

Due idee emergono ripetutamente quando gli esperti parlano di BBG(X) e FF(X): "capacità contro quantità" e "rischio in profondità".

Capacità si riferisce al grado di sofisticazione di una nave: sensori, missili, stealth, potenza di calcolo. Quantità significa quanti scafi è possibile mettere in servizio, rifornire, equipaggiare e mantenere. Una nave estremamente capace ma costosissima può risultare in poche unità per coprire impegni globali.

Rischio in profondità descrive gli strati di incertezza lungo un programma. Il rischio tecnico deriva da armi, sistemi di propulsione o software non testati. Il rischio temporale nasce da scadenze troppo ottimistiche. Il rischio industriale riflette se cantieri e fornitori riescano effettivamente a consegnare. Quando tutti e tre si accumulano, piccole sorprese possono rapidamente trasformarsi in crisi.

Per il BBG(X), gli analisti individuano soprattutto rischio di costo e rischio industriale. Per l'FF(X), la preoccupazione si inclina verso il rischio di capacità: una nave che potrebbe essere relativamente economica ma non sufficientemente letale in una guerra contro una marina di pari livello.

Scenari possibili per il prossimo decennio

Diversi esiti plausibili modellano il modo in cui i decisori pensano questi programmi. Uno scenario: il BBG(X) procede, ma la pressione di bilancio impone una riduzione da una dozzina pianificata a poche navi, mentre l'FF(X) arriva sottoarmato e necessita di costosi aggiornamenti a metà vita operativa. Questo lascerebbe la Marina con un piccolo numero di navi molto grandi e un gruppo più ampio di scorte marginali.

Un altro scenario vede il Congresso insistere su miglioramenti più modesti dei cacciatorpediniere esistenti e su una fregata più robusta basata su un progetto alleato. In questo caso, il BBG(X) potrebbe ridurre l'ambizione o essere posticipato, liberando fondi per sottomarini e sistemi di difesa aerea con domanda chiara e immediata.

Simulazioni e war games condotti da think tank incorporano già queste variabili. Nei modelli di conflitto su Taiwan o nel Mar Cinese Meridionale, il numero di celle missilistiche in mare durante i primi 30 giorni conta spesso più di qualsiasi singolo scafo avanzato. Questa conclusione porta alcuni analisti a favorire la quantità di navi capaci rispetto a poche navi-ammiraglia spettacolari.

Cosa significa per gli alleati e la sicurezza globale

Le scelte americane su BBG(X) e FF(X) influenzeranno alleati come Regno Unito, Giappone e Australia. Interoperabilità, catene di approvvigionamento condivise e operazioni congiunte dipendono da ciò che gli USA mettono effettivamente in mare. Se Washington convoglia risorse verso navi uniche, di alto livello e con scarso potenziale di esportazione, le marine alleate potrebbero faticare a tenere il passo o colmare lacune.

D'altro canto, un approccio equilibrato che combini cacciatorpediniere modernizzati, una fregata credibile e investimento misurato in un combattente pesante può rafforzare le flotte di coalizione. Sistemi missilistici condivisi, radar comuni e concetti di manutenzione allineati sosterrebbero una postura alleata più coerente nell'Indo-Pacifico.

Per ora, la domanda più grande resta aperta: il BBG(X) e l'FF(X) segneranno una svolta verso una costruzione realistica della flotta, o diventeranno nuovi casi di studio, accanto allo Zumwalt e alla Littoral Combat Ship, su come non si dovrebbe acquistare una marina militare?

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  • Imprenditrice ed esperta di benessere digitale e uso consapevole della tecnologia. Condivide consigli pratici su digital detox, gestione dell’attenzione e mantenimento dell’equilibrio tra vita online e offline.

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