Gli USA investono 5 miliardi di dollari in un missile dedicato alla lotta contro i droni, colmando un vuoto nelle difese contemporanee

Un investimento da 5 miliardi in un missile di dimensioni ridotte

Il Pentagono ha stanziato miliardi di dollari per una nuova generazione di missili anti-drone, scommettendo che un intercettore compatto chiamato Coyote, lanciato da binari, possa ristabilire l'equilibrio tra droni economici e forze occidentali ad alto valore.

Il Dipartimento della Difesa statunitense ha assegnato a Raytheon Missiles & Defense un contratto del valore di 5,04 miliardi di dollari per la famiglia di intercettori Coyote, un programma che si estenderà fino alla fine del 2033.

L'accordo, gestito dalla base di Redstone Arsenal in Alabama, va ben oltre il semplice acquisto di missili. Comprende lanciatori, radar, intercettori di diverse varianti e supporto a lungo termine, impegnando l'Esercito americano in un piano decennale per contrastare i droni.

  • Sistemi di lancio fissi e mobili
  • Diversi tipi di intercettori Coyote
  • Radar in banda Ku per rilevare e tracciare piccoli droni
  • Logistica, aggiornamenti e adattamenti futuri

Il Pentagono sta trasformando un intercettore piccolo e relativamente economico in uno degli strumenti centrali della difesa aerea statunitense contro i droni.

Solo un concorrente ha risposto al bando originale, sottolineando quanto rimanga ristretta questa nicchia industriale. Per Raytheon, il contratto rappresenta uno dei più grandi accordi anti-drone dedicati dell'ultimo decennio.

Perché i droni hanno imposto una riconsiderazione strategica

Il contratto riflette una realtà tattica evidente dall'Ucraina a Gaza e allo Yemen: piccoli droni riescono ad infliggere danni sproporzionati a forze sofisticate.

Quadricotteri commerciali modificati con esplosivi, munizioni vaganti acquistate in grandi quantità e piccoli droni ad ala fissa hanno distrutto pezzi d'artiglieria, messo fuori uso carri armati e neutralizzato radar, a una frazione del costo dell'equipaggiamento colpito.

I sistemi di difesa aerea esistenti, come Patriot, NASAMS o Iron Dome, sono stati progettati principalmente per velivoli, missili da crociera e razzi. Possono abbattere droni, ma spesso a un costo che ha poco senso economico quando il bersaglio è un dispositivo economico e usa e getta.

Di fronte a migliaia di minacce a basso costo, i militari necessitano di intercettori rapidi e precisi, ma anche abbastanza economici e leggeri da poter essere dispiegati ovunque.

La risposta dell'Esercito americano passa attraverso la costruzione di un approccio a strati: i sistemi pesanti mantengono il focus sulle minacce di alto livello, mentre intercettori più leggeri come il Coyote gestiscono la pioggia di piccoli droni.

Come opera il missile Coyote

A prima vista, il Coyote assomiglia più a un razzo per aeromodellismo che a un missile convenzionale. Viene lanciato da binari, spinto in aria da un piccolo propulsore a razzo e poi alimentato da un motore a turbina in miniatura.

Una volta in volo, caccia droni a velocità supersonica, progettato per abbattere sia bersagli isolati che sciami, a distanze e altitudini medie.

Caratteristica Dati indicativi
Nome del sistema Coyote Block 2 / Block 3
Produttore Raytheon Missiles & Defense
Metodo di lancio Lancio da binari, mobile o fisso
Propulsione Propulsore a razzo + microturbina
Portata stimata Circa 15–20 km
Altitudine di intercettazione Fino a circa 6.000 m
Velocità Supersonica (stimata oltre Mach 1,5)
Tipi di intercettazione Impatto cinetico ed effetti elettronici non cinetici
Sistemi associati Radar in banda Ku, unità mobili di comando
Costo unitario stimato Circa 100.000–150.000 dollari

Il missile esiste in due versioni principali. La versione cinetica colpisce fisicamente il bersaglio, ricorrendo alla velocità e a una guida precisa per distruggere un drone in volo. Le versioni non cinetiche trasportano carichi utili elettronici che possono disturbare o perturbare sistemi nemici senza impatto esplosivo.

Questa natura duplice sfuma il confine tra missile e strumento di guerra elettronica. A seconda della variante, il Coyote può sia "espellere" un drone dal cielo sia accecarlo discretamente.

Un tiratore scelto per i cieli

Il costo rappresenta un punto chiave di vendita. Sebbene i numeri esatti rimangano classificati, stime pubbliche collocano ogni intercettore nell'ordine delle basse centinaia di migliaia di dollari, invece di oltre un milione come in alcuni sistemi terra-aria più grandi.

Questo consente ai comandanti di trattare il Coyote meno come un asset raro e più come una munizione standard, da utilizzare frequentemente contro minacce di basso livello.

Il sistema è stato progettato per adattarsi a un'ampia varietà di piattaforme, da veicoli blindati come Stryker e MRAP a basi fisse. Ogni lanciatore può trasportare diversi intercettori, conferendo a un singolo veicolo la capacità di sparare più colpi in rapida successione.

L'Esercito americano vuole che il Coyote diventi l'equivalente, per la difesa aerea, di un fucile di fanteria: sempre a portata di mano, rapido da usare e sufficientemente accessibile per essere riapprovvigionato.

Questo approccio risponde direttamente al timore crescente degli sciami di droni. Un singolo intercettore di alto livello non può gestire decine di piccoli droni contemporaneamente, ma un insieme di missili più economici, guidati da radar a scansione rapida, ha maggiori possibilità.

Un sistema in rete per combattere i droni

Il Coyote non è stato pensato per operare in isolamento. Si inserisce in un'architettura più ampia di Counter-Unmanned Aerial Systems (C-UAS), che combina radar, sensori elettro-ottici, rilevatori di radiofrequenza e software che fonde i dati ricevuti.

Il radar in banda Ku può rilevare piccoli droni con ridotta sezione radar efficace, mentre sistemi ottici forniscono conferma visiva. In alcuni scenari di test, algoritmi e strumenti di intelligenza artificiale aiutano a classificare bersagli e suggeriscono opzioni di ingaggio all'operatore.

La dottrina più ampia si chiama difesa a strati. Sensori a lungo raggio monitorano le minacce in anticipo. Sistemi a medio raggio gestiscono velivoli più grandi o missili. A distanze ravvicinate, cannoni, laser e missili come il Coyote si occupano dei droni che superano gli strati precedenti.

All'interno di questa struttura, la famiglia Coyote occupa il ruolo di intercettore a medio raggio, rapido e preciso. Viene spesso descritto nell'Esercito statunitense come "l'ultimo e migliore colpo": utilizzato quando i droni hanno aggirato misure di "soft-kill" e si avvicinano ad asset di valore.

La risposta più lenta dell'Europa

Gli Stati europei stanno cercando di recuperare terreno, ma rimangono indietro rispetto agli USA nella messa a disposizione di missili anti-drone integrati e testati sul campo di questo tipo.

La Francia sta testando sistemi come Sky Warden e Parade, modernizzando al contempo piattaforme più vecchie come Proteus. La Germania ha lanciato il progetto LVS NNbS con Rheinmetall, con l'obiettivo di costruire uno scudo mobile di difesa aerea che includa capacità anti-drone.

Israele, che combatte droni e razzi da anni, commercializza sistemi come Iron Beam, un laser ad alta energia, e Sky Sonic, orientato verso minacce più avanzate. Queste soluzioni coprono parti leggermente diverse dello spettro di minacce e non sono equivalenti diretti del Coyote.

Per ora, nessun produttore europeo offre un pacchetto operativo di intercettori che rispecchi la combinazione di costo, modularità e integrazione che gli USA stanno acquisendo su larga scala con il Coyote.

Cosa significano "cinetico" e "non cinetico" nella pratica

Documenti militari utilizzano frequentemente i termini "cinetico" e "non cinetico" per descrivere come un sistema neutralizza un bersaglio.

Un effetto cinetico è fisico. Nel caso del Coyote, significa investire un drone o detonare sufficientemente vicino affinché frammenti e onda d'urto lo distruggano.

Un effetto non cinetico prende di mira elettronica e collegamenti di comunicazione. Può comportare il disturbo del collegamento radio tra il drone e l'operatore, l'attacco ai segnali di navigazione satellitare o l'uso di energia diretta per danneggiare componenti sensibili.

Le opzioni non cinetiche possono essere preziose quando le forze vogliono minimizzare detriti, evitare di far detonare esplosivi a bordo, o intercettare un drone sopra un'area popolata dove la caduta di rottami rappresenta un rischio.

Come potrebbe svolgersi un ingaggio con Coyote

In un futuro campo di battaglia, una colonna in movimento attraverso una zona contestata potrebbe dipendere fortemente da questo nuovo strato anti-drone.

Mentre uno sciame di piccoli droni si avvicina, il radar in banda Ku rileva molteplici oggetti veloci a bassa quota. Il sistema traccia le loro traiettorie e li classifica come ostili.

Un operatore in un modulo mobile di comando seleziona una zona di ingaggio e autorizza il fuoco. I binari del lanciatore proiettano diversi missili Coyote in aria in rapida successione.

Ogni intercettore si inclina poi nella direzione di un drone assegnato, guidato da aggiornamenti del radar e dal suo sensore a bordo. Alcuni missili sono programmati per collisione diretta, mentre altri tentano di disturbare o perturbare il coordinamento dello sciame.

Se il sistema funziona come annunciato, diversi droni vengono distrutti o disattivati prima di raggiungere la distanza efficace di attacco, riducendo la pressione sulle unità terrestri e consentendo ai sistemi di difesa aerea più grandi di rimanere concentrati su minacce di maggior valore.

Rischi, compromessi e la prossima corsa agli armamenti

Il programma Coyote solleva anche interrogativi. Un intercettore più economico aiuta a riequilibrare i costi oggi, ma gli avversari possono rispondere costruendo droni in numeri ancora maggiori, o aggiungendo contromisure.

La guerra elettronica è una strada a doppio senso. Mentre le forze statunitensi affinano strumenti di disturbo e perturbazione, i produttori di droni sperimentano modalità di volo più autonome, collegamenti criptati e metodi alternativi di navigazione, più difficili da disturbare.

C'è anche il rischio di dipendenza da un numero ridotto di fornitori. Con un solo appaltatore in questo programma, qualsiasi strozzatura di produzione o guasto tecnico può ritardare la disponibilità in tutta la forza.

Per civili e decisori al di fuori dell'industria della difesa, la storia del Coyote illustra una tendenza più ampia: i militari stanno avanzando verso reti dense di strumenti specializzati, invece di pochi sistemi sovradimensionati. È probabile che questo cambiamento plasmi bilanci, addestramento e persino il design di veicoli futuri, man mano che i kit anti-drone diventano comuni quanto radio o piastre di blindatura.

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  • Imprenditrice ed esperta di benessere digitale e uso consapevole della tecnologia. Condivide consigli pratici su digital detox, gestione dell’attenzione e mantenimento dell’equilibrio tra vita online e offline.

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