La Francia apre una nuova fase militare con questo robot a idrogeno, in grado di operare 20 ore consecutive, silenziosamente, su qualsiasi territorio

Una rivoluzione silenziosa in un campo d'addestramento bretone

Lontano dai riflettori mediatici, l'Esercito francese ha avviato test sul campo per un robot terrestre alimentato a idrogeno. Questo sistema è progettato per muoversi autonomamente per quasi un'intera giornata senza rifornimenti, trasportare carichi pesanti e integrarsi in future unità di combattimento guidate dall'intelligenza artificiale.

Il prototipo, soprannominato "Hermione", viene sottoposto a prove presso l'accademia militare di Saint-Cyr Coëtquidan, in Bretagna, dalla metà di gennaio 2026. Questi esperimenti fanno parte di un'iniziativa più ampia chiamata programma Pendragon, che mira a creare entro il 2027 la prima unità di combattimento dell'Esercito francese orchestrata da intelligenza artificiale.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l'azienda francese H2X-Défense e la società polacca P.H.U. Lechmar. Per Parigi, questa combinazione industriale europea rappresenta un vantaggio strategico: mantiene tecnologie sensibili all'interno del continente e offre alle piccole imprese della difesa l'opportunità di dimostrare che possono fornire sistemi robusti e schierabili, non solo prototipi concettuali.

Un "mulo robotico" modulare per le unità in prima linea

Hermione è innanzitutto una bestia da soma. È stata costruita come piattaforma modulare ricomponibile per diverse missioni, mantenendo lo stesso telaio e sistema di propulsione di base.

In concreto, l'Esercito individua almeno tre funzioni principali:

  • Trasportatore logistico: movimentazione di munizioni, acqua, carburante, ricambi o materiale medico verso piccole unità disperse su vaste aree.
  • Piattaforma di ricognizione: integrazione di sensori, telecamere e apparecchiature di comunicazione per ricognizione avanzata rispetto alle pattuglie di fanteria.
  • Supporto armato: installazione di una stazione d'arma telecomandata per protezione di basi o scorta di convogli.

Il modello base può trasportare circa 300 kg di carico utile. Secondo i partner del progetto, varianti più pesanti potrebbero raggiungere 600 kg e, potenzialmente, fino a due tonnellate in una configurazione focalizzata sul trasporto. Questo aumento di scala permetterebbe alla stessa famiglia di robot di servire sia la fanteria leggera che formazioni meccanizzate più pesanti.

Puntare su una singola piattaforma centrale

Investendo su una piattaforma unica con diversi kit di missione, l'Esercito francese spera di ridurre i costi di manutenzione e semplificare l'addestramento delle squadre operative.

Specifiche tecniche pensate per veri campi di battaglia

A differenza di molti eleganti concetti di "guerra futura", Hermione ha dimensioni e configurazione progettate per sentieri fangosi, non per fiere tecnologiche. Il veicolo misura circa 3,3 metri di lunghezza, 1,85 metri di larghezza e 1,4 metri di altezza. Si muove su quattro ruote motrici, ciascuna alimentata da un motore elettrico da 8 kW. Questa architettura a trazione integrale gli fornisce la coppia necessaria per pendenze ripide e terreni cedevoli.

La velocità massima si attesta intorno ai 39 km/h, sufficiente per accompagnare soldati a piedi, seguire veicoli blindati a bassa velocità o pattugliare perimetri. Senza carico, il robot pesa circa 700 kg e offre 30 cm di altezza da terra, il che aiuta a superare rocce, fossati e detriti senza restare immobilizzato.

Idrogeno e batterie per missioni lunghe e silenziose

La caratteristica più distintiva risiede nella sua anima energetica: un sistema ibrido che combina una cella a combustibile a idrogeno con un pacco batterie agli ioni di litio da 25 kWh. La cella a combustibile genera elettricità dall'idrogeno compresso, mentre la batteria gestisce i picchi di richiesta e immagazzina energia per brevi accelerazioni.

Questa configurazione garantisce a Hermione fino a 20 ore di funzionamento continuo, a seconda del carico e del terreno, con firme acustiche e termiche estremamente ridotte. Il rifornimento richiede circa tre minuti, attraverso la sostituzione o il riempimento di bombole di idrogeno, operazione eseguibile sul campo.

Caratteristica chiave Capacità di Hermione
Autonomia Fino a 20 ore di operazione
Tempo di rifornimento Circa 3 minuti per i serbatoi di idrogeno
Carico utile (base) ~300 kg, con varianti più pesanti previste
Velocità massima ~39 km/h
Trazione 4×4, motore elettrico da 8 kW per ruota

Un veicolo con elevata autonomia e basso rumore può seguire la fanteria, rifornire unità disperse di notte o sorvegliare un'area per ore con meno soste rispetto a un equivalente diesel.

Costruire un ecosistema da campo di battaglia a idrogeno

Hermione non viene testata in isolamento. Le prove accoppiano il robot con un generatore mobile di idrogeno sviluppato da H2X-Défense, noto come G-15/050. Questo generatore può fornire tra 20 e 40 kW di potenza, sufficiente per ricaricare batterie, rifornire serbatoi di idrogeno e alimentare altri sistemi elettronici.

In teoria, un singolo camion-generatore potrebbe sostenere per giorni un piccolo gruppo di robot, droni aerei e sensori terrestri, senza un flusso costante di convogli di rifornimento. Questo tipo di "micro-rete" risulta attraente per eserciti preoccupati per quanto esposte siano diventate le loro linee logistiche in Ucraina e in altri conflitti recenti.

Una generazione di robot da combattimento made in Europe

Hermione non nasce dal nulla. Si basa direttamente su un'iniziativa francese precedente chiamata Weasel, lanciata nel 2022 nell'ambito del programma di innovazione Battle-Lab Terre. Weasel aveva già sperimentato propulsione a idrogeno combinata con batterie al litio fornite dall'azienda francese TYVA Energie.

Quella prima generazione ha portato lezioni cruciali sulla sicurezza dello stoccaggio, routine di manutenzione e condizioni reali di guida per sistemi a idrogeno. Gli ingegneri hanno poi incorporato questi insegnamenti in Hermione, che punta a maggiore autonomia, migliore modularità e integrazione più stretta con sistemi digitali di comando e controllo.

Per i pianificatori europei della difesa, Hermione segnala che aziende locali possono fornire veicoli terrestri non pilotati rilevanti senza dipendere da progetti statunitensi o israeliani.

Verso unità di combattimento guidate dall'IA

Il programma Pendragon non si limita ai veicoli. La sua idea centrale è creare unità miste in cui umani, robot e agenti software condividono compiti. In questa visione, Hermione funzionerebbe come nodo chiave in una rete più ampia di strumenti decisionali basati su IA, sensori e armi.

A breve termine, si prevede che il robot rimanga sotto supervisione umana, sia con un operatore nelle vicinanze sia da un posto di controllo remoto. A lungo termine, l'Esercito francese intende che la piattaforma esegua più funzioni in modo autonomo: pianificazione del percorso, evitamento ostacoli, rilevamento base di minacce e persino decisioni logistiche semplici, come scegliere quale squadra rifornire per prima.

Cosa cambia sul terreno

Se il concetto funziona, una tipica compagnia di fanteria nel 2027 potrebbe schierarsi con diverse Hermione assegnate fin dal primo giorno. Durante una missione, potrebbero:

  • Accompagnare pattuglie a breve distanza, trasportando munizioni supplementari e materiale medico.
  • Rimanere più arretrate come centri mobili di energia per radio, disturbatori e telecamere di sorveglianza.
  • Assumere alcuni dei compiti più pericolosi, come attraversare terreno aperto per consegnare rifornimenti sotto il fuoco.
  • Ritrasmettere video e dati dei sensori a un sistema di IA che suggerisca percorsi, segnali movimenti sospetti e tenga traccia delle posizioni amiche.

I comandanti sperano che questo tipo di supporto riduca lo sforzo fisico delle truppe, liberi soldati per il processo decisionale invece del trasporto di equipaggiamento e diminuisca il rischio di perdite in ruoli esposti, come la guida di convogli.

Idrogeno, rischio e promessa nel campo di battaglia di domani

L'idrogeno ha una sua terminologia specifica. Una "cella a combustibile" è essenzialmente un dispositivo che trasforma idrogeno e ossigeno in elettricità e acqua, senza combustione. A differenza di un generatore normale, non c'è un motore rumoroso né un tubo di scarico caldo, il che rende i veicoli a cella a combustibile più difficili da rilevare con microfoni o sensori a infrarossi.

Tuttavia, i serbatoi di idrogeno compresso richiedono manipolazione attenta. I pianificatori militari devono considerare sicurezza antincendio, danni da schegge e la formazione necessaria affinché unità in prima linea operino con gas pressurizzato. Clima, temperature estreme e detriti sul campo di battaglia possono influenzare i sistemi di stoccaggio, il che significa che testare Hermione in condizioni variabili è tanto importante quanto i numeri di prestazione in laboratorio.

Un'altra questione riguarda la vulnerabilità: un robot che trasporta simultaneamente energia ed equipaggiamento diventa un bersaglio allettante. Gli avversari potrebbero concentrarsi sul disturbo delle sue comunicazioni o sul colpire camion-generatori per disattivare intere celle robotiche. Cybersicurezza, collegamenti crittografati e modalità di riserva quando le reti falliscono dovranno diventare decisivi quanto la potenza bruta o lo spessore della corazza.

Applicazioni oltre il combattimento

Se robot a idrogeno come Hermione raggiungessero uno schieramento più ampio, il loro utilizzo non si limiterebbe al combattimento. Piattaforme simili potrebbero supportare squadre di risposta ai disastri, portando energia e materiale medico in zone inondate o contaminate, o assistere pattuglie di frontiera in regioni remote dove le consegne di carburante sono rare. La stessa autonomia e silenziosità che attraggono i soldati possono aiutare squadre di soccorso a sostenere operazioni lunghe con meno interruzioni.

Author

  • Imprenditrice ed esperta di benessere digitale e uso consapevole della tecnologia. Condivide consigli pratici su digital detox, gestione dell’attenzione e mantenimento dell’equilibrio tra vita online e offline.

Torna in alto