La prima uscita su pista del drone cisterna della Marina
Questa iniziale prova di rullaggio dell'MQ-25 Stingray rappresenta un passaggio concreto dalla documentazione progettuale all'hardware operativo. Il drone cisterna senza pilota si avvicina così al suo primo volo, seppure in ritardo, e infine al servizio a tempo pieno sui ponti delle portaerei statunitensi.
Il primo esemplare MQ-25A Stingray rappresentativo della produzione in serie ha completato il suo test di rullaggio a bassa velocità presso gli stabilimenti Boeing nell'aeroporto MidAmerica, vicino a St. Louis, nel Missouri. Gruppi di prova della Marina, dello Squadrone Test e Valutazione Aerea 23 (VX-23) e dello Squadrone Test e Valutazione Aerea 24 (UX-24), specializzato in sistemi senza pilota, hanno supportato l'evento.
Durante la prova, il drone ha eseguito il rullaggio in modo autonomo seguendo i comandi degli operatori remoti. L'aeromobile si trova ora nelle fasi conclusive dei test a terra, con le prove di rullaggio a bassa velocità completate e il primo volo programmato non appena certificazione e condizioni meteorologiche lo consentiranno.
Perché le prove di rullaggio contano per un cisterna senza equipaggio
I test di rullaggio possono sembrare modesti rispetto a un primo volo, ma per un velivolo senza pilota destinato a operare su portaerei costituiscono un ostacolo tecnico considerevole.
- Confermano che motore, freni e sterzo funzionano come sistema integrato
- Validano l'autonomia e il controllo remoto a terra
- Aiutano a perfezionare le procedure di sicurezza prima di test di volo più rischiosi
Nel corso del test, l'MQ-25 ha risposto agli input remoti dei "piloti di veicolo aereo" ed eseguito una sequenza pianificata di manovre al suolo. Il drone si è mosso con mezzi propri, dimostrando che propulsione, software e collegamenti di controllo stanno funzionando insieme fuori dal laboratorio.
Boeing e Marina degli Stati Uniti hanno confermato che il primo test di rullaggio si è svolto il 29 gennaio. Gli ingegneri condurranno ora ulteriori sessioni di rullaggio, completeranno verifiche a livello di sistemi e chiuderanno la documentazione di aeronavigabilità prima di autorizzare il volo.
Da promesse mancate a una nuova tempistica di volo
Il test di rullaggio arriva dopo che la Marina non ha rispettato la propria ambizione di far volare il primo MQ-25 rappresentativo della produzione entro la fine del 2025. Leader senior dell'aviazione navale si erano impegnati pubblicamente con quell'obiettivo.
All'inizio del 2025, il viceammiraglio Daniel Cheever aveva dichiarato in modo celebre: "We will fly MQ-25 in '25", legando la credibilità del programma a quella data. Da allora, il calendario è slittato, spingendo il primo volo al 2026.
L'aumento dei costi e i ritardi ripetuti hanno perseguitato il programma. Il piano originale prevedeva consegne iniziali di pre-produzione nel 2022 e una capacità operativa iniziale intorno al 2024. La Marina parla ora del 2027 come nuovo obiettivo per mettere lo Stingray in servizio in prima linea.
Principali traguardi del programma finora
Consegna del primo velivolo di pre-produzione: pianificato per il 2022, ancora in fase di test al suolo e di volo di pre-produzione.
Primo volo dell'MQ-25 rappresentativo della produzione: previsto entro fine 2025, ora puntato all'inizio del 2026.
Capacità operativa iniziale (IOC): originariamente 2024, adesso prevista per il 2027.
Acquisizione totale pianificata: 76 velivoli, programma ancora approvato.
Da drone d'attacco UCLASS a cisterna dedicato
Il DNA dell'MQ-25 risale a un piano precedente e più ambizioso della Marina: il programma Unmanned Carrier Launched Airborne Surveillance and Strike (UCLASS). L'UCLASS era concepito per dare alle portaerei un drone stealth capace di sorveglianza a lungo raggio e attacchi di precisione.
Boeing afferma che il design dello Stingray sfrutta il lavoro svolto sull'UCLASS. Questa discendenza è visibile nella pianta aerodinamica elegante dell'MQ-25 e in discrete caratteristiche di bassa osservabilità, anche se il requisito attuale è focalizzato sul rifornimento e non sull'attacco in profondità.
I dimostratori X-47B della Northrop Grumman avevano già provato che un drone di grandi dimensioni può lanciare, recuperare e operare in sicurezza su una portaerei. Questi velivoli non sono entrati in servizio, ma hanno aperto la strada allo Stingray validando manovre sul ponte, atterraggi con cavo d'arresto e lanci tramite catapulta per jet senza pilota.
Caratteristiche distintive dell'MQ-25
Nuove immagini dei test di rullaggio mostrano diverse caratteristiche peculiari nell'MQ-25 rappresentativo della produzione.
Presa d'aria a filo e scarico nascosto
Sulla sommità della fusoliera esiste una presa d'aria a filo invece di un'apertura tradizionale e aperta. Questo design leviga il flusso dell'aria e riduce la linea di vista verso le pale del motore, un riflettore radar comune.
Lo scarico è rientrato nella fusoliera, aiutando a mascherare il getto caldo del motore e potenzialmente riducendo la firma infrarossa e radar del velivolo da determinati angoli.
Torretta sensori e attrezzatura per rifornimento
Sotto il muso, una torretta sensori retrattile ospiterà camere elettro-ottiche e a infrarossi e, potenzialmente, dispositivi laser. Questo conferisce al drone un ruolo di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) oltre alla sua funzione principale di cisterna.
Sotto un'ala, le immagini mostrano un pod di rifornimento buddy – essenzialmente un'unità tubo-canestro (hose-and-drogue) trasportata come pod esterno. È così che l'MQ-25 dispenserà carburante a caccia e altri velivoli in volo.
Liberare i Super Hornet logorati
Attualmente, gran parte del carico di rifornimento sulle portaerei della Marina statunitense ricade sugli F/A-18F Super Hornet con serbatoi esterni e pod di rifornimento. Questa missione di rifornimento consuma una grande fetta delle ore di volo senza portare benefici di attacco o difesa aerea.
I leader della Marina indicano ripetutamente l'MQ-25 come modo per aumentare il raggio d'azione dei jet imbarcati su portaerei, ridurre l'usura dei Super Hornet invecchiati e liberare caccia con equipaggio per missioni di combattimento e pattuglia invece di funzioni di supporto.
Posizionando gli Stingray più lontano dalla portaerei, i velivoli d'attacco potranno raggiungere bersagli a distanze maggiori o permanere più a lungo nell'area operativa – un vantaggio cruciale contro missili antinave moderni e difese aeree a lungo raggio.
Apripista per un'ala aerea più robotizzata
La Marina descrive l'MQ-25 come un "pathfinder" per operazioni senza pilota in mare. Leader del servizio hanno menzionato pubblicamente un obiettivo finale in cui oltre il 60% delle ali aeree delle portaerei potrebbero essere senza equipaggio.
In parallelo con lo Stingray, la Marina sta accelerando il lavoro sui Collaborative Combat Aircraft (CCA) – una famiglia di droni progettati per volare accanto a caccia con equipaggio. Contratti per progetti concettuali di CCA sono stati assegnati ad Anduril, Boeing, General Atomics e Northrop Grumman, mentre Lockheed Martin sta costruendo un'architettura comune di controllo.
L'MQ-25 non è solo un cisterna; è un caso di studio per come la Marina controllerà, manterrà e combatterà con velivoli senza pilota di grandi dimensioni da ponti di volo affollati.
Far funzionare i droni su un ponte portaerei trafficato
Far volare lo Stingray è solo parte della sfida. Deve anche integrarsi in sicurezza nel ritmo caotico di un ponte di volo, dove lo spazio è scarso e velivoli, trattori e persone sono in costante movimento.
Test precedenti con l'X-47B utilizzavano un controller tipo guanto, indossato dalle squadre di ponte, per orientare il drone. Il dimostratore MQ-25 T1 è stato anche testato con il proprio dispositivo portatile di controllo. Il video più recente non rivela il concetto finale della Marina per la gestione sul ponte, che dovrà bilanciare sicurezza, rapidità e carico di lavoro umano.
Reti di comando e controllo, procedure operative standard e pipeline di formazione sono in fase di sviluppo parallelamente. Unità di aviazione navale stanno imparando a integrare sistemi senza pilota negli stessi cicli di lancio e recupero dei jet con equipaggio, senza strozzare il flusso del ponte.
Cosa comportano realmente i "test a terra"
Boeing afferma che l'MQ-25A si trova ora nelle tappe finali di un'ampia campagna di test a terra. Questo include prove strutturali su un velivolo statico, test del motore, prove di rullaggio e validazione del software certificato per il volo.
Il team ha anche dimostrato il controllo del velivolo attraverso l'Unmanned Carrier Aviation Mission Control System (UMCS) della Marina, il cervello digitale che gli operatori useranno per assegnare missioni e monitorare gli Stingray.
Prima del primo volo, gli ingegneri devono ancora completare verifiche di integrazione dei sistemi, approvare analisi di sicurezza e ottenere documentazione di autorizzazione al volo. Una finestra meteorologica adeguata è un altro fattore condizionante: il primo volo sarà probabilmente conservativo e monitorato da vicino, quindi le condizioni devono essere prevedibili.
Termini e concetti chiave dietro l'MQ-25
Per lettori meno familiari con l'aviazione navale, alcuni termini aiutano a inquadrare ciò che viene richiesto all'MQ-25.
Rifornimento buddy: Quando un velivolo tattico trasporta un pod di rifornimento per rifornire altri. I Super Hornet lo fanno da anni, ma usare caccia di prima linea come cisterna riduce il numero disponibile per missioni di combattimento.
Capacità operativa iniziale (IOC): Il momento in cui un nuovo sistema è considerato pronto per eseguire missioni reali con squadre addestrate, anche se alcuni miglioramenti sono ancora in sospeso. Per l'MQ-25, un IOC intorno al 2027 significherebbe un piccolo numero di Stingray schierato con almeno un'ala aerea di portaerei.
Collaborative Combat Aircraft (CCA): Droni futuri progettati per operare in squadra con piloti umani, condividendo compiti come rilevamento, guerra elettronica/jamming o lancio di armamenti, sotto controllo remoto o in modo semi-autonomo.
Rischi, vantaggi e prossimi passi
L'MQ-25 porta sia promesse operative che rischi di programma. I ritardi aumentano i costi e rimandano il sollievo di cui le flotte di Super Hornet sovraccariche hanno tanto bisogno. Le sfide tecniche includono gestione sul ponte, collegamenti dati robusti in un ambiente elettromagnetico esigente e mantenere il software cyber-sicuro lungo il ciclo di vita.
I benefici, tuttavia, sono significativi. Una flotta di Stingray di successo estenderebbe il raggio d'azione di ogni ala aerea di portaerei, ridurrebbe l'esposizione dei piloti in lunghe missioni di rifornimento e creerebbe un modello per futuri velivoli senza pilota.
Man mano che il primo MQ-25 di produzione passa dalle corse di rullaggio al decollo, la Marina non sta solo testando un drone; sta provando un nuovo modo di condurre operazioni aeree in mare.












