Raytheon accelera la produzione di missili Tomahawk, AMRAAM e SM-6

Risposta della Raytheon dopo le critiche della Casa Bianca

Raytheon, divisione di RTX, ha concluso nuovi accordi con il Pentagono per espandere la fabbricazione di diversi sistemi missilistici strategici. Questo rappresenta un cambiamento sostanziale nella pianificazione difensiva americana e nelle strategie degli alleati a lungo termine.

Negli ultimi mesi, Donald Trump ha criticato apertamente l'azienda, accusandola di non rispondere adeguatamente alle richieste del Pentagono. Il presidente ha sottolineato come la Raytheon non avesse investito abbastanza in impianti produttivi e macchinari.

La tendenza dell'azienda a destinare risorse finanziarie al riacquisto di azioni proprie invece che all'ampliamento delle linee produttive avrebbe conseguenze serie, secondo l'amministrazione statunitense.

L'amministrazione ha comunicato chiaramente alla Raytheon che deve privilegiare capacità produttiva, forza lavoro e infrastrutture rispetto alle operazioni finanziarie, altrimenti rischia di perdere contratti governativi.

Questa pressione politica si inserisce in un contesto più ampio di revisione delle normative sugli appalti del Pentagono.

Secondo le nuove linee guida aggiornate, il Dipartimento della Difesa favorirà i fornitori che:

  • rispettano tempi di consegna e budget stabiliti
  • investono in personale, competenze e capacità manifatturiera
  • contengono le spese per riacquisti azionari e compensi dirigenziali eccessivi
  • non dirottano liquidità principalmente verso dividendi più alti

L'azienda sembra aver compreso il messaggio. Ha annunciato una serie di contratti pluriennali con il Pentagono per espandere la produzione missilistica nei prossimi anni.

Contratti settennali per volumi produttivi senza precedenti

I nuovi accordi hanno una durata fino a sette anni e coprono cinque famiglie di missili, tra cui il cruise Tomahawk, l'aria-aria AMRAAM e il superficie-aria SM-6.

L'obiettivo è garantire domanda prevedibile e fornire all'azienda la sicurezza necessaria per investire in nuovi strumenti, linee aggiuntive e organici più consistenti.

Raytheon prevede di produrre oltre 1.000 missili cruise Tomahawk e almeno 1.900 AIM-120 AMRAAM all'anno, oltre ad aumentare la fabbricazione degli intercettori SM-3 e SM-6.

L'azienda descrive questa strategia come un modo per "capitalizzare investimenti precedenti" in tecnologia e stabilimenti, trasformandoli in ritmi produttivi sostenuti molto più elevati.

Previsioni per i volumi produttivi annuali

Tipologia di missile Funzione operativa Produzione annuale prevista
BGM-109 Tomahawk Missile cruise a lungo raggio per attacco terrestre Oltre 1.000 unità
AIM-120 AMRAAM Missile aria-aria oltre l'orizzonte visivo Almeno 1.900 unità
SM-3 IIA / SM-3 IB Intercettori per difesa antimissile balistica Produzione aumentata e accelerata
SM-6 (ERAM) Missile superficie-aria/attacco a lungo raggio multiruolo Circa 500 unità

L'azienda afferma che incrementerà anche la produzione dell'SM-3 IIA e accelererà quella dell'SM-3 IB, entrambi utilizzati nei sistemi di difesa antimissile balistica.

Per l'SM-6, un missile versatile capace di ingaggiare aeromobili, missili cruise e alcune tipologie di minacce balistiche, il nuovo obiettivo è raggiungere circa 500 unità annue.

Perché la domanda globale di armi di precisione sta esplodendo

Questa mossa arriva in un momento in cui la richiesta di munizionamento guidato di precisione è aumentata drasticamente.

L'invasione russa dell'Ucraina, le tensioni nell'Indo-Pacifico e il rischio di un conflitto più esteso in Medio Oriente hanno ricordato ai governi che la guerra ad alta intensità può esaurire le scorte a ritmi sorprendenti.

L'utilizzo ucraino di difese aeree e missili a lungo raggio forniti dall'Occidente ha evidenziato quanto velocemente scorte accumulate in anni possano esaurirsi in pochi mesi di combattimenti intensi.

Gli alleati statunitensi vogliono arsenali pieni prima della prossima crisi, non ordini d'emergenza quando una guerra è già iniziata.

I missili cruise Tomahawk rimangono centrali nella pianificazione offensiva americana e degli alleati. Possono essere lanciati da navi da guerra e sottomarini e colpire obiettivi a centinaia di miglia di distanza con elevata precisione.

L'AIM-120 AMRAAM costituisce la spina dorsale del combattimento aereo per molte forze aeree occidentali, essendo impiegato da F-15, F-16, F/A-18, F-35 e diversi caccia europei.

I missili SM-3 e SM-6, lanciati da navi equipaggiate con Aegis e da alcuni sistemi terrestri, sono al centro delle reti di difesa aerea e antimissile statunitensi e degli alleati.

Il Pentagono punta sulla base industriale e sull'occupazione nazionale

Per il governo statunitense, gli accordi con Raytheon non riguardano soltanto i missili, ma l'intera base industriale della difesa.

I funzionari a Washington sono sempre più preoccupati che la capacità produttiva del settore sia troppo limitata dopo anni di ordinativi modesti e consolidamento aziendale.

I pianificatori del Pentagono vogliono una base industriale capace di espandersi rapidamente, invece di trovarsi a improvvisare la costruzione di stabilimenti nel mezzo di una crisi.

Raytheon dichiara che gli accordi sosterranno investimenti costanti in tecnologia, impianti e forza lavoro e che raggiungere questi livelli produttivi "storicamente elevati" creerà e manterrà posti di lavoro industriali negli Stati Uniti.

Questo messaggio ha rilevanza politica. Inquadra la produzione missilistica non solo in termini di sicurezza, ma anche economici, collegandola alla rivitalizzazione industriale, all'occupazione interna e allo sviluppo regionale negli stati dove Raytheon e i suoi fornitori operano.

Lockheed Martin segue la stessa strada

Raytheon non è sola. A gennaio, Lockheed Martin ha firmato due accordi quadro paralleli con il Pentagono, focalizzati su armamenti di difesa aerea e antimissile ad alta domanda.

Il primo copre l'intercettore PAC-3 MSE, utilizzato nel sistema di difesa aerea Patriot. In base a questo accordo, Lockheed Martin intende consegnare fino a 2.000 PAC-3 MSE all'anno.

Il secondo accordo mira a un incremento significativo della produzione di missili THAAD (Terminal High Altitude Area Defense). Si prevede che la produzione salga da poco meno di 100 all'anno fino a 400.

I sistemi Patriot e THAAD sono integrati nei piani di difesa aerea dei partner strategici americani in Europa, Medio Oriente e Asia, quindi una produzione più elevata offre a Washington maggiore flessibilità per armare gli alleati mantenendo le proprie riserve.

Cosa fanno concretamente Tomahawk, AMRAAM e SM-6

Per i non specialisti, queste sigle missilistiche possono sembrare confuse, quindi una spiegazione rapida è utile.

  • Tomahawk (BGM-109): missile cruise lanciato dal mare, impiegato per attacchi a lungo raggio contro obiettivi terrestri, spesso il primo colpo nelle campagne statunitensi.
  • AIM-120 AMRAAM: missile oltre l'orizzonte visivo, guidato da radar; i piloti possono lanciarlo e poi manovrare per allontanarsi, affidandosi al sensore del missile stesso.
  • SM-3: intercettore di difesa antimissile progettato per colpire missili balistici nello spazio, parte del sistema Aegis Ballistic Missile Defense.
  • SM-6: missile altamente flessibile capace di colpire aeromobili, missili cruise e certi bersagli balistici, in fase di adattamento anche per ruoli limitati di attacco contro navi e obiettivi terrestri.

Ciascuno svolge un ruolo diverso, ma insieme sostengono un approccio stratificato: Tomahawk per colpire a distanza, AMRAAM per controllare lo spazio aereo e missili della serie SM per difendere forze e città da minacce aeree e missilistiche.

Rischi, compromessi e scenari futuri

Aumentare la produzione missilistica comporta benefici e rischi.

Da un lato, scorte maggiori offrono ai governi più opzioni in una crisi e rassicurano gli alleati che gli impegni americani sono supportati da hardware reale.

Dall'altro, una produzione più elevata può alimentare corse agli armamenti regionali e sollevare questioni sui budget a lungo termine, soprattutto se la domanda aumenta ora per poi diminuire successivamente.

Se le tensioni geopolitiche si attenuassero, i paesi potrebbero ritrovarsi vincolati a impegni costosi e pluriennali per armi di cui non hanno più urgente necessità.

C'è anche la questione di quanto rapidamente l'industria possa adattarsi se un conflitto richiedesse capacità molto diverse, come droni più economici e prodotti in serie, invece di missili complessi.

Alcuni analisti suggeriscono un approccio misto: mantenere le linee produttive di missili di punta come Tomahawk e SM-6 funzionanti a buon ritmo, ma anche investire in munizionamento più semplice e a basso costo, che possa essere fabbricato in quantità enormi durante una grande guerra.

Per il momento, gli accordi con Raytheon e Lockheed Martin mostrano che Washington si sta preparando per un lungo periodo di alta tensione, in cui disporre di armi di precisione sufficienti in magazzino è visto come forma di deterrenza in sé.

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  • Imprenditrice ed esperta di benessere digitale e uso consapevole della tecnologia. Condivide consigli pratici su digital detox, gestione dell’attenzione e mantenimento dell’equilibrio tra vita online e offline.

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