Un nuovo velivolo stealth avvistato accanto alla nave d'assalto anfibio orientata ai droni
Immagini recenti rivelano una formazione di droni dall'aspetto furtivo schierati lungo il fianco della nave d'assalto anfibio Sichuan. Questa scoperta alimenta le ipotesi che la Cina sia vicina a condurre, per la prima volta in assoluto, prove operative in mare con velivoli del tipo "loyal wingman".
Le fotografie più aggiornate, diffuse sui social network cinesi e esaminate da esperti del settore, documentano fino a sei droni da combattimento a bassa osservabilità collocati presso il cantiere navale Hudong-Zhonghua di Shanghai.
Si tratta dello stesso stabilimento che ha realizzato la nave d'assalto anfibio Tipo 076 Sichuan, un'unità da 44.000 tonnellate progettata fin dall'inizio con un ponte di volo straordinariamente esteso e una singola catapulta elettromagnetica.
La combinazione di località, nave e profili dei velivoli indica con forza l'imminenza di sperimentazioni navali della prossima generazione cinese di aeromobili da combattimento senza equipaggio.
Nelle immagini fotografiche, tre droni sono chiaramente identificabili di profilo, mentre riprese satellitari risalenti a fine dicembre mostrano tutti e sei gli esemplari, oltre a quello che sembra essere un drone Wing Loong di tipo media altitudine e lunga autonomia (MALE) posizionato nelle vicinanze.
Proprio davanti ai droni si trova una nave mercantile armata, precedentemente fotografata carica di celle di lancio verticale per missili e sensori in container, a testimonianza di come questo cantiere sia diventato una vetrina per alcuni dei concetti navali più sperimentali della Cina.
Un "loyal wingman" navale dalle linee stealth
Gli osservatori del settore aerospaziale cinese hanno informalmente denominato il nuovo design "Tipo C", inserendolo in una famiglia più ampia di Aeromobili da Combattimento Collaborativi – la stessa categoria utilizzata dall'Aeronautica statunitense per i propri progetti di loyal wingman.
Le caratteristiche distintive principali comprendono:
- Due derive inclinate verso l'esterno, con estremità troncate
- Ala a freccia "lambda", progettata per minimizzare il ritorno radar
- Un singolo motore a reazione con presa d'aria dorsale
- Vano interno per armamenti o carichi utili elettronici
La configurazione generale ricorda l'XQ-58A Valkyrie statunitense, sebbene gli analisti affermino che il drone cinese appaia considerevolmente più grande. Rapporti non verificati indicano un orientamento verso attacchi aria-suolo, con ruoli secondari in intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), oltre alla guerra elettronica.
Il Tipo C sembra progettato per volare accanto ad aeromobili pilotati o operare in formazioni, assumendosi missioni ad alto rischio che risulterebbero molto più pericolose per piloti umani.
Il Tipo C è stato uno di almeno quattro design di droni da combattimento collaborativi presentati pubblicamente durante un'importante parata militare a Pechino nel settembre 2025, celebrando 80 anni dalla sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale. La sua comparsa presso un cantiere navale di primo livello meno di due anni dopo suggerisce un rapido avanzamento verso l'uso operativo.
Modelli o aeromobili pronti per missioni operative?
Persiste il dibattito sul fatto che le strutture osservate presso Hudong-Zhonghua siano droni funzionanti o modelli in scala reale. La Cina fa ampio uso di modelli nello sviluppo di nuove portaerei e navi d'assalto, posizionando forme realistiche sui ponti per testare configurazioni, schemi di movimento e procedure di gestione.
Il numero di droni – sei velivoli in stile Tipo C più un Wing Loong – spinge alcuni analisti verso l'ipotesi dei modelli. Disporre di così tanti prototipi completamente operativi rappresenterebbe un investimento notevole per prove iniziali in mare.
D'altra parte, la presenza coincide con progressi visibili sul ponte di volo del Sichuan, incluse marcature appena dipinte e quello che è sembrato essere un veicolo di prova per catapulta rosso avvistato sul ponte a fine ottobre. Questi sviluppi suggeriscono che la nave si avvicina a test di lancio e recupero di velivoli ad ala fissa.
Possibili utilizzi in ambiente marittimo
Se questi aeromobili rappresentano ciò che il Sichuan trasporterà, il ruolo della nave inizia a sembrare meno quello di una piattaforma d'assalto tradizionale con soli elicotteri e più quello di una portadroni leggera.
| Piattaforma | Funzione probabile sul Tipo 076 |
|---|---|
| Loyal wingman Tipo C | Attacco, ISR, guerra elettronica |
| Drone MALE navale tipo Wing Loong | Sorveglianza persistente, designazione obiettivi, attacco limitato |
| UCAV stealth GJ-11/GJ-21 (previsto) | Attacco marittimo di alto livello e penetrazione profonda |
| Elicotteri e convertiplani | Trasporto, guerra antisommergibile, supporto assalto |
Con la sua catapulta e il ponte ampio, il Sichuan potrebbe lanciare droni ad ala fissa dalla prua e recuperarli tramite cavi d'arresto, similmente a una piccola portaerei, ma incentrata su piattaforme senza equipaggio.
Wing Loong in mare: la risposta cinese ai Reaper marittimi
La presenza di un drone in stile Wing Loong accanto alla flotta Tipo C è altrettanto significativa. La serie Wing Loong è l'equivalente approssimativo cinese dell'MQ-9 Reaper: un sistema MALE con elica, capace di sorveglianza di lunga durata e attacchi di precisione.
Una versione navalizzata, adattata per decolli brevi e atterraggi con cavo d'arresto, rifletterebbe in termini generali il lavoro della General Atomics sui progetti Gray Eagle STOL e Mojave, dimostrati operare da piccole portaerei e navi anfibie.
Un drone MALE capace di atterrare sul ponte di una nave aumenta drasticamente il raggio d'azione di una flotta, consentendo di monitorare rotte marittime o obiettivi costieri per molte ore a una frazione del costo dei caccia a reazione.
Combinare droni di lunga autonomia come il Wing Loong con loyal wingmen più furtivi e orientati all'attacco fornirebbe ai comandanti cinesi un insieme stratificato di mezzi senza equipaggio in mare: sorveglianza persistente ad alta quota e aeromobili a bassa osservabilità per colpire obiettivi difesi o disturbare radar.
Inquadramento nelle ambizioni più ampie portaerei della Cina
Il Sichuan non esiste in isolamento. Fa parte di uno sforzo molto più ampio per espandere l'aviazione navale cinese, centrato sulla nuova portaerei Fujian e su una serie pianificata di navi simili. Una valutazione recente del Pentagono ha suggerito che la Cina potrebbe disporre di nove portaerei entro il 2035, inclusi modelli a propulsione nucleare che si ritiene siano già in costruzione.
L'ala volante stealth GJ-11, anche denominata GJ-21 in alcune fonti, è ampiamente attesa come parte dei gruppi aerei del Fujian e dei suoi successori, portando capacità di attacco stealth imbarcato. Modelli di questo tipo sono già apparsi presso un sito di test sull'Isola Changxing, vicino ai complessi di costruzione navale di Shanghai.
In questo ecosistema, navi Tipo 076 come il Sichuan potrebbero fornire un secondo scaglione di aviazione in mare, più orientato ai droni che ai caccia pilotati. Potrebbero navigare con gruppi d'attacco di portaerei per aumentare la massa, o operare in modo indipendente più vicino alle coste cinesi.
Casi d'uso tattici: Taiwan, Mar Cinese Meridionale e oltre
Gli analisti individuano diversi scenari potenziali in cui una nave d'assalto carica di droni diventa estremamente preziosa:
- Sostenere un blocco o campagna coercitiva attorno a Taiwan con copertura ISR costante e attacchi stand-off
- Rafforzare la presenza su scogli e isole contese nel Mar Cinese Meridionale, senza impiegare aeromobili pilotati
- Agire come "spugna antimissile", usando droni come esche o piattaforme sacrificabili per esaurire le difese avversarie
- Rinforzare gruppi di portaerei assumendo missioni di sorveglianza e designazione obiettivi di minor priorità
In ciascun caso, gli aeromobili senza equipaggio riducono il rischio per i piloti, mettendo contemporaneamente più sensori e armi in volo sopra acque contestate.
Termini chiave e come questo modifica il rischio navale
L'espressione "loyal wingman" indica normalmente un drone progettato per volare accanto a un aeromobile da combattimento pilotato, sotto diversi livelli di controllo umano. Al livello più elementare, il pilota può semplicemente assegnare compiti o waypoint. Al livello più avanzato, il drone può prendere alcune decisioni tattiche in modo autonomo entro un insieme di vincoli.
"Aeromobili da Combattimento Collaborativi" è la categoria più estesa: sistemi capaci di coordinarsi tra loro e con caccia o bombardieri pilotati, operando come squadra e non come risorse isolate.
In mare, questi concetti introducono nuovi rischi e vantaggi. Dal lato positivo, una nave come il Sichuan può lanciare grandi numeri di droni relativamente economici per saturare difese aeree, esplorare aree vaste o fungere da ripetitori di comunicazioni. Perdere singoli droni costa meno che perdere caccia, elicotteri e i loro equipaggi.
Il rovescio è la dipendenza da collegamenti dati sicuri e software. Interferenze, cyberattacchi o codice compromesso possono ridurre – o addirittura sovvertire – l'efficacia di tale forza. C'è anche la questione dell'escalation: sciami di aeromobili senza equipaggio che sorvolano spazio aereo contestato possono innescare errori di valutazione molto più facilmente di un singolo jet chiaramente pilotato, le cui intenzioni sono più semplici da segnalare.
Man mano che il loyal wingman Tipo C e i suoi analoghi si avvicinano alle prove sul ponte, queste questioni cessano di essere teoriche. Le immagini da Hudong-Zhonghua suggeriscono che la Cina si prepara a testare non solo nuovi droni, ma un nuovo modo di combattere in mare, con navi dal grande ponte costruite da zero attorno all'aviazione senza equipaggio.












